I

TAL-ESTRI

REGINA DI EGITTO

DRAMMA PER MUSICA

DA RAPPRESENTARSI

NEL NOBIL TEATRO

A TORRE ARGENTINA

Il Carnevale dell' anno 1809.

DEDICATO A SUA ECCELLENZA

X A SIGNORA

D. TERESA ORSINI

PRINCIPESSA DI VALMONTONE .

ROMA MDCCCIX.

Nella Stamperia di Gioacchino Puccinelli presso S.Andrea della Valle.

Ceri licenza . di1 Superiti ri .

fpwjyvUj* ^cà f ìu^^ %iM*^

ECCELLENZA

s

J nobilissimi pregj , e rarissime doti , che adornano la persona , e l'animo di Vostra Eccellenza, uni- te alla chiarezza del Sangue, e delle sue singolarissime virtù, da tutta Ro- ma grandemente , e giustamente am- mirate «> mi hanno eccitato ad offe- rirle il presente Dramma, €onfidan~

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ciò che per sua gentilezza sia pei accoglierlo, ed accettarlo benigna- mente , con accordargli f onore di sua protezione , confidando sotto gli aiispicj dell' illustre suo Nome di ottenere anche un felice incontro dal Pubblico; e questa Dedica offre a ine una opportuna occasione di da- re a Vostra Eccellenza un atte- stato del mio distinto rispetto ed cssequio 9 onde mi pregio di essere

Dell' Eccellenza Vostra

Urna, e ossequiosissimo Servit. Lo Stampatore Puccùieili*

ARGOMENTO.

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Giunto alle ore di morte Versore Re di Egitto , dispo&e» che leagene ^uo fi- glio preso avesse le redini del regno di Menfi , e che in Tebe regnato avesse il suo fratello Tanète Cotesto nonxontento del- la metà del Regno portò la guerra in Menft per ispogliare di quel trono j1 Nipote, il quale oppostosegli io costrinse ferito a tor- nar vergognosamente in Tebe perditore* Avido per altro di far le vendette solle- citò il Re de Mori Stratone , a cui Tea- gene aveva dianzi uccìso il Padre in bat- taglia . Inviogli pertanto Stratone con po- derosa armata Farnaspe suoDuce primie* ro, e Tributario, con cui concordò, che della vittoria da riportarsi il prezzo stato fosse, odi avere vivo in sua podestà Tea- gene , o se perito fosse in battaglia, dar- gli dovesse il primogenito figlio di sua stirpe per sacrificarlo all'ombra del Re suo genitore trucidato. Giunto in Menfi Farnaspe seco lui stabilì il Re di Tebe Tanète le norae di Fenicia sua Figlia, la quale abborrì segretamente siniil patto da poiché amante viveva di Nealco Principe de Trogloditi amico il più fido di Tea- gene. Sconfitto fu nella prima battaglia da Farnaspe , Teagene , e fa costretto ad abbandonare il suo regno, e nel darti al- » s

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la fuga in lasciare la sua sposa Talestri unitamente ai piceiol figlio Lagide. Do* po lungo sventurato viaggio rie overossi presso l'Avo della sua Talestri , che era appunto il Re della Scizia, ed obligollo a far si, che la coppia a se più cara li- berata ad ogni costo fosse dal potere dell1 usurpatore del trono di Menfi. Fece fra- dltanto sparger voce della sua morte fa- cendola accreditare da un foglio di quel Re a Farnaspe stesso diretto, che già di Talestri erasi dichiarato amante, e cam- biando spoglie si ricondusse sconosciuto in Menfi, con il finto nome d* Idaspe orato- re dello Scita regnante ; e vi giunse ap- punto allora quando il Re nior# conscio della sua morte inviato aveva Àsbiteanx- basciadore a Farnaspe a chiedergli in man- canza diTeagene il suo figlio Lagide per sagrificarlo all'ombra del Padre. Fin qui l'Istoria, il restante è Episodico*

La Scena Drammatica è in Menfi *

Li BALLI saranno composti, e diretti dal Sig*. Maestro Gaetano Gioja,

PRIMI BALLERINI ASSOLUTI

Si g. Antonia Pallerinu Sig,Giroianu Albini

SECONDI BALLERINI Sig. Maria Romani^ Sig. N, N.

PRIMO BALLERINO PER LE PARTI

Sig. Gaetano Gherini .

PRIMI GROTTESCHI A PERFETTA VIC£N~ DA ESTRATTI A SORTM

C©n Numero 24. Figuranti

AT-

ATTORI

TALESTRI Regina di Egitto nipote dei Re diScizìa, e creduta Vedova di La Sig. Teresa Maccìorletti Siasi

Pensionata di S.M. Vlmperadore di tutte le Russie .

TEAGENE sotto il nome d' Idaspe , già Re di Egitto , discacciato da Farnaspe, e Sposo della «udetta .

La Sig. Luigia Valsovani. FARNASPE Tiranno di Egitto, destina- to Sposo a Fenicia . // Sig. Niccola Tacchinavdi Acca- demico Filarmanico . FENICIA Regina di Tea^ene , segreta amante di

La Sig. Carolina Ferri . NEALCO Principe de' Trogloditi ; con- fidente in apparenza di Farnaspe, ma segreto amico di Teaeene. Il Sig. Amerigo Sbigoli. ASBIDE Moro ambasciatore di Stratone.

// Sig. Gioacchino Benincasa . LAGIDE piccolo figlio diTalestri, e di Teagene.

CORO di amici di Talestri, e diTeagene, Soldati, e Grandi dell'Egitto. Sacerdote , e

Soldati mori del seguito diAsbite.

La Ma sica è del Sig. Benedetto Neri Ce- lebre Maestro di Cappella .

II Vestiario sarà tutto unovo inventato , e diretto dal Sig. Federico Marchesi.

Pittore delle Scene , il Sig- Luigi Tasca «

ATTO P R I M 6

SCFNA PRIMA.

Luogo maestoso nella Regia di Menfr, della più fastosa magnificenza adorna- to , neir occasione del Giuramento , che dagli Egizziani si presta al nuovo Re Farnaspe.

Mirasi il Popolo Egitfio simmetricamen- te alV intorno de9 sacri Ministri schie- rato , ed insieme li Grandi di quel Re- gno , che unitamente a Fenicia t Nea- Ica , piangone ìa disavventura co- mune . ludi seguitato dal suo Eserci- to Partigiano , sopragiunge Farnas- pe iriìnaccioso . Coro ( TX olenti , e miseri ,

JL/ Soffriam piangendone, Un giogo barbaro , Oie opprime il cori) Fe. Ne. Nume benefico, Fuga le tenebre E cangia il giubilo Tanto dolor!...

vedendo avvicinarsi Far. Coro (Ma quale affrettasi Confuso Popolo !... Ah !.. il re avvicinasi j... Geliam d* onor !...) Far. Dagli affanni , e dai perigli , ] a 5

Dalle stragi, e dal furore r Riposar tranquilla il core Ne concede amico il eie! ... Fe.Ne. (Quanto è altero!. In quelli accen- e Coro Qua! s* asconde oscura veli..) (ti F'ar. Tu, che eletto sei dal nume

al Ministro del Tempio Gran Ministro al sagra Tempio, Di giurar fa, che il costume Debba il popò! rinnovar, Sac. Popoli r è questo il vostra

Prode conquistator per il mia labro, Ora a voi manifesta Che qual pndre amorosa Avrà di voi la cura ; ed ih mercede , Or dovete giurargli ossequia, e fede. Fe. Ne. Coro Giurar ?. . Sue. *

Ear. Che si tarda?.. He. Ne. Coro Ossequio , e giuriamo, stendono al Sac la mano e prestano il giuramento a Far.

( Tutti nel cor sentiamo .

Del giuramento orror !... ) F«A ( Ah qual mai piacere ignota

Scorrer sento in mezzo al core !

Or da te dipende amore ,

Ogni mia felicità !... ) (petto Ee.Ne. Coro (Ah qual dubbio , qual sos-

Và.a turbar le vie del core !

Preda egi' è d' un folle amore

Che compagna ha V empietà .

Il

Far. Tu giurasti, Fenicia?..

Fea. II giuramento

Nel petto mio destò crudele affanno; Ma si deve obbedire un re tiranno.

Far. Troppo austera tu sei , nel festivo Che P Egitto in me vede De! vedovo suo trono ii degno erede , Mi giuri fedeltà, poscia ti cangi?...

Jfea. Signor , tal cangiamento

Figlio d'amore il credo, ella t'adora E poiché di tua man teme il possesso Debil Donzella, ti condanna adesso *

Far. Si cangierà.

Feri. Cangiarmi ?... (no ,

Come, ingrato , lo speri ? Io nata al tro.

Servo di vii rifiuto... Far. Assai severa

Tu sei nel giudicarla me in isposa

Ti destinò il tuo padre... Fen. Il padre, è morto :

Ed un novello amore e il tuo conforto. Far. (Ha ragion di lagnar si . Io per Tale-

Seben vedova sia , (stri ,

Sento vampa nel cor \ ma si lusinghi !, )

Bella tutto otterrai ^

Se P orgoglioso dir cangiar saprai. parte con Guajxlie e Grandi. SCENA III Fenicia e Nealcv* Nea. T T disti ? Fen. U Wih Nea. Tiranna ,

a 6

Nel re condanni infedeltà ed io temo Che tu sogni con lui salire al soglio . Fe. Nealco, un tal parlar da te non voglio . Ne a. Ma sarai mia.,. Feri. Lo giuro a tutti i dei.

Voglio però veder , che sei nemico Del barbaro Famaspe. Nea. Fin dalla cuna o cara , L'inganno e frode mi fur nomi odiosi; Fidati, e non temere, Che fra poco variato, Dal mio brando sarà d' Egitto il fatfo* Serba costante il core Desta il tradimento Ma per punirlo io sento L* usato mio valor . Nulla temer tu dei Ti fida a chi t'adora L'amor, che mi avvalora Può farmi vincitor . parte. SCENA III. Fenicia sola

Ha Nearco un bel cor; Io V amo e sposa Di lui sarò : Privata (niaì Almen vivrò contenta , ma in qual sma- Saràlamia regina ?. Ad essa io vado, Saprò ne mali suoi darle conforto ; Ma Teagene it re suo sposo è morto;

parte

SCENA IV. Lunga d'orrore prossimo alla Reggia, circondato da cipressi ferali , li quali

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caoprono gli monumenti degli estinti Re deli* Egitto , ed al Iato destro scor- sesi quello , fatto ergere da Farnaspe, più degl'altri magnifico, alla memo- ria di Teagene . Talestri che conducendo per mano f piccolo Figlio Lagide piange seco lui le comuni disavventure . La sieguonù li suoi fedeli indi sopragiunge Fenicia. Tal. nri etre immagini di morte.-..

JL Quanto mai funeste siete !.... "Voi , crudeli , racchiudete L* adorato mio tesor ...

Lag. la guarda e piange Coro (Chi non piange a quei lamenti

Ha di belva in petto i! cor ! ... ) Tal. Tu mi guardi U. amato Figlio ! . ... Lo so ben che dir mi vuoi !... Ma ...quel pianto agli occhj tuoi, Fa più fiero il mio dolor !~. Coro Spera ancora... Tal- E in chi degg'io? Coro Negli Dei ... Tal. Ma cornei... oh dio!.,.

S'ho perduta ogni speranza, E sol bramo di morir . Coro Dei serbar la tua costanza , E avrà calma il tuo martir . Tal. Sconsigliata Talestri , ah dove mai , Dove inoltrasti il pie ?.. speravi forse Troppo creduta a un sogno?, in questi

( alberghi

Di ritrovar sollievo? Oh troppo vane Imagini fallaci ... Ecco il consorte Ecco il tuo Padre , o figlio !...

accenna a Lag. dall' avello Tea.

Fen* (Eccola !. ognor più immersa Ne' suoi pensier... ) Regina?...

Tal. Principessa ?... Di Teagene forse Novella rechi f onde sperar ? ...

Feri. Ch5 ei viva , (to Ah più non lusingarti. In Menfi è giun- Dello Scite regnante , e tuo grandmavo , Poc'anzi un* orator : questi a Farnaspe Del tu,o sposo la morte , Or sappi, che conferma.

Tal. Mio sventurato Figlio , il Padre tuo Ah nò, non vive più . Deh! qual prevedo Fiero nembo destarsi ( voi

Contro me;, contro il figlio !. Amici , ah Voi f per pietade , alle ricerche altrui L' innocente celate . Un kigio o Figlio , Prendi , pria di partir . . Da me lungi Più sicuro sarai. Tenera madre, Or che a voi Io consegno, oh dio pensate Che le viscere mie voi costodite Che mi fido di voi. Non mi tradite, li suoi partigiani partono con Lag ,

Fen. Qual smania inoportuna Sollecita cosi per il tuo Figlio Ti rende mai?...

Tal. Fenicia , io non ignoro L'inumana promessa

Del barbaro Farnaspe al Re de Mori . Feri. Io tatto so ; ma sento

Che t' adori Farnaspe ; onde che temi ? Tal. Che dici?...

Few II ver. Men* avverti Nealco

A cui fida ogni* arcano TaL Ah ! se pretende

Se si lusinga mai ... Fen. Taci . I custodi

Veggo da qui non lungi!

Addio. Non darti affanno

Sui destin del tuo Figlio

Che ne veglia ai suo periglio . parte SC E N A V. T (destri , poi Farnaspe % e Teagene sot -

to il nome ci fclaspe e Guardie. TaL TO d oserà il tiranno mio JZi Barbaro distturtojr del sangue

Di domandarmi amore?... Far. Dunque , o Idaspe , Teagene

Veramente morì ?... Tea, Le ciglia io stesso

Come amico gli chiusi -, onde pia cose ,

Che esporrotti, a suo tempo

Saprai da me, che ambasciator ne vengo

Dello Scita regnante. Far Or già, che amico

Di Teagene fosti , alle mie nozze

La vedova sua s;>osa ogd potresti

Disporre, consigliar. Eccola appunto! ,

Vieni: Un re te ne priega vede Tal. Tal. ( Oh ! Dei !,,. che miro ) vede Tea.

\

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Tea. Odi , signor , a Far.

Tal. ( Son desta , oppur deliro !... Sotto mentite spoglie Non è quei Teagene! Ah ! si.,) Respiri.., Tornasti alfine !...( Ah! in cauta»... Che tento mai !... che !.. ma pur vorrei Fra la pena, e il piacer mi perdo o dei !)

Far. Talestri , io ti presento

Dello Scita regnante , e tuo grand* avo Idaspe l'orator: meco a te il trassi Perché sappia quel re,che in te Farnaspe Rispetta il di lui sangue .E che se vuoi Puoi ritornare allo splendor primiero Parla Idaspe,e lo spiega il mio pensiero.

Tal. Pendo da labbri suoi : Ma che può Idaspe , a cui saranno (dirmi Note le mie sciagure?..

Tea. Ch* ei la mano

T'offre di sposo; e in questa guisa al Vuol rìcondurti... (trono

Far. ( in volto già si turbò .)

Tal. Ma scherzi

O pur deliri?... Idaspe io non credei

Che di simil proposta

Fosti capace: E credi.

Che si cangm presto le mie pari?..*

Tea. (Oh ! d* fedel consorte Detti ingegnosi . )f

Far. Ma non è follia

Che a Teagene , che mori ....

Tea. Il sno affanno Soffri, o signor, di raddolcirla alfine

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Non dispero per te.Regiua Idaspe Tutto fa per giovarti ... Tal. Cangia la tua favella , o taci, o parti* Far. Perchè?..» Tal. Perchè non voglio

Che di novelli lacci ei mi ragioni. Tea. Ebben nel tuo soggiorno, a Fut\ (Si secondi or così ) ne verrò solo Intanto il cor prepara A prò d' un re fedel . Basta , rammenta Che gloriosa tu regnasti un giorno E che tutto saprai nel mio ritorno a Godete o fidi amanti D* amore il bel diletto Egli v' infiammi il petto Di gio>a e di piacer. ( Ah ! che nel dirlo io sento Tutti gli affanni al core * Quanto crudele amore Tormenti il mio pensier luparie SCENA "VI. Famaspe, Tale stri e Guardie poi Nealco* Tal, o ella Talestri , Idaspe £j Accolta in avvenir. Tal. Non lusingarti

Di giunger dei tuoi voti Ai termin mai ... Jsfea. Signor ... Far. Nealco , amico

Che rechi? Nea. Al porto è giunto Del re moro in tal punta

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Ambite ambasciador; e seco ancora

Stuol di le^rni, e seguaci. Tal. (Oh ! dio ) Far. ( Opportuno

Costui ne giunge a miei disegni i ) Nea. Ei chiede

Di presentarsi al tuo regale aspetto Far. L'ascolterò. Talestri

Sai perchè viene Asbite

Mr ssaggio a me ? Tal. So ben gl'iniqui patti

Che contro la mia stirpe Far. Ebben vi pensa,

Se F esterminio intero

Tollerarne non vuoi . Nealco tenia

De Mori al messo , digli , che fra poca

Seco lui parlerò. Nea. M* è legge il cenno . parte Far. Reguia , e pensi ancor , e irresoluta

Pendi nei dubbj t^oi?..

Troppo abusar di mia pietà tu vuoi. Tal. (Numi t remente

E sarà ver che l'empio impunito trionfi?) Far. Ancor dubbiosa

Nel decider sarà ? Tal. ( Ah ! come posso mai

Rispondere al tiranno in tal momento?) Far. Ma taci ancora ?...

E il Figlio tuo Lagide ? Tal. Ah ! in tenera parte

II mio materno cor

Sfcrazia* non devi .

ip

Far. E mi nieghi?... Tal. Son brevi della vita i momenti* Ed io non deggio Di quel tempo abusar, Che a me ne resta . Far, Di Famaspe all'inchiesta

Così ingrata rispondi?*.. Tal. Oh ! dio !

Perdona di una vedova sposa : A quelli moti , che la fan palpitar.

Sperar non dei... lusingarti nan so! Far. T* opponi a torto Al re tuo vincitor . Sai qual sovrasta a te fatai periglio? TaL Eterni dei, voi difèndete il figlio. Come vuoi, che in mezzo al petto Nascer possa un dolce amore Ah ! pria ceda il mio dolore Poi d'amor sfaccenda il cor. Far. Sei pia va^ra in mezzo al duolo Adorata mia speranza Ah I la bella tua costanza Avarnpar mi fa d'amor. Tal. Ma il mio fi glia,., oh dolce nome! Far. Non temere , io la difendo . TaL Lo difendi oh ! cielo ... E come ? Far. Non mi credi?... Tal. Ah! t'intendo f...

Ma non cede il mio dolor. « a Quando ha fine ingrata sorte

II tuo barbar^ rigor » Fan Vinci o cara ogni timore

20 a

Mia regint ascendi al'tron* Abusar non dei del dono, Che a te fa costante il cor.

Tal. Ah 1 concedi un solo istante

S' hai pietade al core oppresso Tu non sai , che ancora impresso Ho nell'alma il primo amor.

Far. Serbi ancor V amor primiero *

Tal. I tuoi «degni ancor sospendi

Far. Donna ingrata , che pretendi ?

Tal. Che ti plachi il mio dolor .

Far. Mnora il figlio e la sua morte Farà pago il mio furor.

Tal. Ferma ... ascolta ,

Far. Che pretendi?

Tal. Che sarc>...

Far. Mia sposa*

Tab Oh! dio!

Far. Vivi ancor ne dnbbi tuoi? 2V/. Giusto ciel, che far degg' io!

Se non reggo al mio penar* a a Sorte barbara crudele !

Dimmi almen da me, che vuoi ? Ah son tanti i mali tuoi Che mi fanno delirar . Il duol , r orror , la smania E mille aspetti insieme Mi stanno a lacerar. SCENA VII. Luogo nella Reggia destinato alle pnb- bliche udienze con un treno in un. la- to , e varj sedili .

2T

Nealco e Tea gene , poi Famaspe con se- guito /indi al suono di barbari istru- menti Asbite accompagnato da suoi mori , che portano doni , finalmente Talestri scortata da suoi fedeli Par- tigiani .

Nea. A mico Teajrene ?

Tea. jl\ Ahi taci. Alcnno

Ti potrebbe ascoltar . Gì' uffici altrove

Serbami, e il cor sincero,

Sai, che qui sono Idaspe, e son straniero.

Nea. Ma i preziosi tuoi giorni U

Tea. Odio la vita

Quando costar mi debbe affannile pene.

Nea. Taci non più , Farnaspe a noi sen

Far. Olà ! venga de Mori (viene, A noi T ambasciador . E ben , Talestri 9 Idaspe, che risolve?...

Tea. I miei consigli I ricordi mi parve

Che scolpisse nel cor : ma nulla disse Si tacque ai detti miei.

Far. Dunque or ora saprò tutto da lei . OJà s'ascolti Asbite, e poi...

va in trono (dorè

Tea. E poi, dell'arbitro de' Sciti ambacia- pure udir dovrai, da poi, che vengo A questo oggetto sol . Favelli Asbite Indi del mio signor , tutti saprai Qnei sensi, che finor non ti spiegai.

Asb. Al monarca d' Egitto ,

Generoso il mio se guasti a' invia

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Doni , che meco trassi

Dal procelloso umore,

Pegni di sua amistà , del suo gran cote » Far. Il tuo signor conosco

Che magnanimo sempre in ogni impresa

Più d' ognun si distingue

Siedi Asfaite , ed esponi,, Idaspe siedi

Tu ancor . siedono *Jyea, Servo al tuo impero, Ash. Chi é mai questo straniero? aNea* Ne<t. E di chi regna

Detrli Sciti nel sodio

Appunto il messagier . Tea. Favella Asbite

Che più si tarda?... Asb. (Altero

Panni troppo cosini 1 ) Signor ne giovi

Il rammentar, che dell* Egitto il soglio

Premi stranier: che l'armi a conquistat-

Ti concesse il mio r^: Tu promettesti (lo

Perchè V ombra potesse

Placar del genitor,per ostia grata

Mandargli Tea^ene o di stirpe

Altro in sua vece. Or noto

E al mondo , che tra Sciti

Quei già mori nel doloroso esigìio

Onde in sua vece or ti domanda il Figlio, Far. Asbite.... Tea. Ascolta pria

Tutti quei sensi aneor di chi m% invia Dal Laucaro gelato

Sen a V insidiosa

*3

Scorta de doni , il mio signor verace Schietta ora -t'offre, ed amistade , c Qual vincolo a Talestri (pace . Di sangne il stringa non ignori , e quale Obbligo or P interessi a prò di lei , A prò del pargoletto : E pur ti lascia Pacifico regnar; ma se Talestri Col fanciul non gli rendi D' armi un torrentedaila Scizia attendi. Far. Jdaspe, Astiti il sodisfar de vostri Sovrani alle richieste, lieve impresa Vede ognun , che non è . Fa d' uopo

( amici

Per ora esaminar. A me Talestri Nea. Corre a obbedirti,., parte Tea. (Egli Talestri chiama! ma?)

Non che immaginar da lei, che brn- Asb. Ma risolver tu dei... $' aliano Tea. Dei decidere alfin... Far. Se a dar veniste

Leggi, o consigli, io questi non ascolto ,

Quelle non soffro : la mia niente altrove

"Vi spiegar {>, Tal. Da me cosa richiede

11 tiranno d'Egitto? Far. Il figlio tuo

Deggio ad Asbite consegnar . Risolvi..0 Tal. li figlio mio tu consegnar crudele

Ad Asbite pretendi? Far. Invan donna contendi

Con il tuo rei... Tea. Dovrai serbare il figlio

l>i Scizia al regnato? . Troppo Partiate /finor'di me t9 abusi ... Asb. E tu lo soffri? Far. ( Io fremo ! ) E a questo segno

Giungon gì' insulti tuoi ? ito ( Dei difendete

1/ innocente mio sposo ! ) Far. Asbite avrai

Pria, che il giorno tramonti Quanto chiede il tuo re... Tea. Non V avrà mai . Far* Tu i! vieterai superbo ? Tea. lo salvi i dritti Voglio del mio signor. E vuol L agi de, Ed ei Lagide avrà*. Far. Folle, che sei

Che mai ardisci di tentar ? Tea. Ad ogni rischio

Per salvarlo n* andrò?... morte non temo Perigli non pavento E del valor le voci al core io sento. Svellerò dal sctt di morte L'innocente amata prole E farò col braccio forte I! tiranno impallidir. Coro ( Assistete o dei clementi

Del tuo core il bell'ardiri) ( Sento il padre amanté Il dolce affetto al core E si fatale istante Accresce il mio martiri Coro ( Qaesto fatale istante

3*

Accresce il suo martir. Tea. V è fra voi chi senta in petto

Di pietà parlar la voce ?.. alPopolo Coro. Difendiamo il pargoletto . Tea. Dite il vero? Coro. Lo giuriamo . impugnano le spade Tea. A salvarlo dunqne andiamo 0 corriam con lui a morir. Coro Si a salvarlo uniti andiamo O corriam con lui a morir. parte seguito da Tal. Cortig. e Nea. SCENA Vili* Farnaspe ; Asbite , e seguito , Far. X J edi, come ciascuno

V S* avanza alle minacele?.,. Asb. E tu le soffri?... Far. Il carattere sagro

Rispetto d'orator. . Asb. Farnaspe il veggo

Che Io paventi.... Far. II figlio

A Talestri sia tolto , meco unito Ne vieni all' opra. Asb. E questo (bramo Quello, che in nome del mio re ne Far. Ed io voglio appagarti. Far. Ed io voglio appagarti Asb. Andiamo.

Far. Andiamo. partono tutti

SCENA IX- Solitarie B oscar eccionel di cui fondo ve- desi un ramo del Nilo^ ingonàbro di va- b

20

rie pescareccie Barchette. Il bosco è sparso di Capanne di pescatori, che han- no vicini gì* attrezzi necessari alla pe- sca. Queste Capanne devono a suo tem- po incendiare , e mostrar le rovine .

Talestri , che conduce permana il suo figlio Lagìde , seguita da pochi suoi amici : indi Fenìcia che sopragiunge , Poi Asbite , Famaspe €on guardie , fi - nalmente Teagene a spada nuda .

Tal. I l mal sicura passo (pene 1 Affretta amato figlio . Ah \ quante Solo per tuo voler umile tonante Straziano il core d' urna madre amante,

Fen. Regina , ove tu mai Ten corri disperata?

Tal. Amica oh ! quanto

Opportuna qui giungi! IlCiel pietoso Forse a te l'ispirò?

Fen. Poco da lung-e Vidi del re de Mori Asbite ambasciador ; per te tremai Lo precedetti.... ;

Tal. Ah ! tu gelar mi fai !... Ma dimmi : E dove il passo Egli rivalse poi ?

Fen. Noi .

Tal. Ceriamo

Air ira dei tiranni

Questo figlio infelice % Egli potrebbe Rapirlo a m% . Fen. Ma dove ?

Tal. Sieguimi, e lo vedrai...

s'incaminano alla volta della capanna Fen, Ti sieguo. A$b. (E ancora

Talestri nen ritrovo .) ( sen^a ve- derla entra fra gli alberila ricercarla. Fen. E qui tu pensi lasciarlo?

Ed a chi mai? Tal. Del ciclo in cura.

Vive fra questi orrori

Gente cni regna in petto sortano da una capanna due Pescatóri V

La pietà-, V innocenza . /sb. ( Eccola ! seco tornando a sortire

Ha Lagide! osserviamo QvedeTaL

Ogni moto di lei) (dei.) Taì. ( Or la vostra assistenza imploro o

Le canizie dei crine , ed il rugoso parla coi Pescatori

Aspetto venerando

A una misera madre

Fanno da voi sperar pietà assistenza,.. Fen. Talestri , e a questi?..* Tal. A questi si mia cara

Lagide io lascio in cura. Asb. ( Ora compresi

Corro a Farnaspe , ad esso fopaleje

Di Talestri il desio

Celalo pur , ma il tuo Lagide è mio ! ) Fen. E credi?...

Tal. Ascolta , e taci a Fen. Questo figlio infelice ai Pese, b *

&8

Forse non ha più padre , lo vedete

Le pargolette mani,

Quasi chiegga pietà, rivolge a voi...,

Ma voi piangete intanto ai casi suoi?..

Oh quanto umani siete i Pese .piangono

Oh quale io sento (colpo

Nuova speranza in seni M'udite. Il

Che forse ucciso il padre

Pendendo sta sull' innocente figlio

Voi sopir lo dovete al suo periglio

Celatelo , che un giorno

Avrete la mercede

Che saprà meritar la vostra fede, Fen. Ah ? regina permetti

Che seco almeno resti... Tal. Fenicia

Amici a voi lo raccomando... Addio.,.

Viscere del cor mio... vanne... ti cela lo bacia ye consegna a Yen. ed ai Pese.

Entro tugurio umil ; e ti rammenta

Che il ciel ti die il natal in regia cuna

E in questo da tomba empia fortuna

Numi , se è ver , che in voi , entrai m nella capanna i Pese .con Lag. e

Nasce pietade , e la destate voi (Fen.

Ne nostri umani petti , ceco il momento

Di dar la maggior prova Far. Ove Talestri

Ove celasti il figlio?,.. Tal. ( Oh ! dio ) Che tenti ?...

Che ricerchi ?... Che vuoi ?..» Far. Lagide io voglio .

29

Tal. Non Io sperar... Lagide E lungi dal suo regno?..,

Asb. lo fui presente

Allor che di celarlo eri tu anziosa ...

Tal. Anima scellerata... Empio compagno Del maggior dei tiranni... E nonv' uc- La folgore detCiel?... (cide

Far. Olà distrutta accendono le faci e vanno ad incendiare le Capanne Sia dal fuoco la selva. In ogni lato Si dilati la fiamma »

Tal. Ohi dio, che tenti

Sospendi,., ohimè !... Quel fuoco Trattenete, estìnguete,.. Ah! figlio mio

si vede incendiar le capanne da dove Fen. e i Pese, fuggono alla volta del fumé e sorte Lagide , che vedendolo Talestri va a prenderlo disperata. Vieni a morir con la tua madre...

Ft r. Il figlio

La vittima sarà de miei furori.

le strappa a for^a Lag. per ucciderlo .

Tea Cedi Incoiar, lascia il fanciullo/) mori

nel sopra giungere gli ferma il colpose minacciandolo lo disarma . ( corri .

Far. Qual tradimento i Asbite ah ! mi soc-

hsh. Trattieni il colpo , o che il fanciullo

( io sveno* leva di mano il fanciullo a Far\

Tal. Fermati, o questo acciar t'immergo

(in seno*

cava imo stilo e postalo al petto di £sb* gli ferma il colpo, e disarma

Fa. A$. Son di gelo , e mf abbandona

Nel cimento il mio valor. Ta. Te. Quella man, che ti perdona

Non paventa il mio furor ? Far. Oh t rossor ... Asb. Oh ! mia vergogna ! Tea. Io nulla temo. a £ Ahi pria giunga il fato estremo

Che io soccomba a un vii timor . Fnj\ Menso^ner che mai ti feci a Tea.

Cosa brami?, che pretendi? Tal. Che alla madre il figlio rendi

Fiero mostro d'empietà. Asb. Degli dei non temo V ira

E tu sfidi il mio furor? Tal. In te aborro un traditore,

Che nel cor non ha pietà . Far. Ti farò tremar ... a Tea. Tea. Non temo. Far. Ti farò punir .... a Tal. Tal. Non puoi . Asb. Morirai .... a Teq. Tea. Varia è la sorte. Asb. Lo vedrai... a Tal. Tal. L'istessa morte,

temer non mi farà . a J. Quale smania, qual tormento

Qual mai provo acerbo affanno

Quando mai destin tiranno

Avrà fine il tuo rigor. Ma chi vien ?..,. qual suono é questo? Far. Qual sorpresa !

3*

Te.Ta. Ohi stelle ingrate Difendete, vendicate.

Asb. TI regnante, ed il mio onor.

Far. Donna inorataci Ta. traditore a Te. Si cangiò la vostra sorte Or del fìllio colla morte Fia punito il vostro ardir .

Te. Ta. Ah ! signor?....

Far. Tacete in cleoni

II mio sdegno invan placate Quel fanciullo olà strappate Alla madre , e al traditor.

Tal. Deh ! sospendi ...

Far. Io non t' ascolto . Tea.Dehi ti placa.*

Asb. Olà eseguite.

Ta. Te. Non fia mai...

Far. Se ancor resisti

Questo acciar gl' immergo al sen.

Ta.Te. Ahi pietà d* un innocente La natura il ciel Io vuole....

Fa. As. No pietà per voi non sento ,

Ta. Te. Salva a me l' amata prole Deh ! t' arrendi al mio dolor.

Fa. As. Sol vendetta brami il co* .

Ta.Te. Ah! qnal smania qual dolo funesto

Ta.Te. Ah ! le furiemi straziano il petto Quale istante tremendo è mai questo

Fa.As. Ardo, e fremo smania e dispetto

Tal. Giorno è questo di pianto e d* orror .

Te. Fa. La ragione si turba, e confonde

4.h!qual giorno è questo di piantole terrer. Fine dell'Atto primo

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

Atrio terreno nello Reggia di Menfi . Ne alco con seguito di armati , poi Fenic. Nia. Qeguitemi, o voi fidi (glw Sadditi del re vostro : il di lui fi- Degli mori dall'ira Corriamo a liberar... Feri. Dove ten vai? (so?

Mensogner , che giurasti esser mio spo- ì$e&. Sono Fenicia amata

II tuo fido amator: a morte corro, Per sostener il glorioso impegno , Onde torni Teagene al patrio regno. Fen. Ammiro la tua fe , ma almeri potrs-

Consolar chi t- adora (sti Fen. Far lo vorrei , ma non è tempo anco- pane con li armati (ra* SCENA II. Fenicia sola .

Il ckl secondi i moti: Di quest'alma fedel ; torna a me sposo t Ma torna di se degno Salva Lagide , e il re ritorni al regno- Sai, che sou fida Sai se t' adoro Tu di quest'anima Sei il bel tesoro Ne pace trovo Senza di te .

33

Vanne , e ritòf «a Cinto <f allori > Mi saran grati Li tuoi sudori 9 E il core , amante N' avrà mercé. parte SCENA Ili. Asbite con seguito di Mòri ; poi Ftf/<~

naspe col suo seguito , indi Talestri. As. A nime vili, e perchè mài il fanciullo i\ Cedere all'altrui forza?Era assai me- IVlorir col ferro in maniche farvi rei. (glio. Di vii timore... par. Asbite

Non parti ancora? Asb. La tua vita io venero

Di morte esporta all'ultimo periglio. Far. Come? Asb. Il picciolo figlio

Di Teagene , alle mie navi appunto Conducevano i miei ; quando uno stuolo De'tuoi Egiziani armati impugna il brando E qual dall'alto cade torrente minaccioso Assale i mori, Che cedono alla forza... F<W Che mi narri?.... Asb. Lagide ai miei n* e tolto

E Ja vergogna ancor grli tinge il volto* Far. Uniamoci , e corriamo

L' attentato a punir . Asb. Fermati . In Menfi

Sen corre voce, che Teagene è invita. *>5

34 é

Se fosse ver j... Far. T'accheta, (siegui Dar corpo all'ombre egli é follia . Mi Tremino gli empj . Non-Pavento insidie In Menfi siedo in trono E mi rammento 7 che Famaspe io sono*

partono

SCENA IV. Talestripoi Teagene con il figlio .tfeal- co 0 e seguaci , indi Famasre , e /Isbite con il loro seguito . Taf. HP rattenetevi indegni . . . Ah spar- Jt ( go invano

Le mie querele. Ho già perduto il figlio E forse anche lo sposo .... Tea. Ah ! mia Talestri

Eccoti il figlio.. Ah ! per pietà lo cela All'ira de tiranni, le restituisce Lag. Tal Mia speranza Mio Lagide adorato ... sposo ... e come Lo rendi a me ? Tea. Nealco Che non fece per noi? Quanto dobbiamo A quest'alma fedel... Nea. Finché di sangue

Avranno stilla le mie v«ne , il core Veglierà in vostra aita. Addio non voglio Al re farmi sospetto: E Menfi intéra Or mai sedotta in tuo favor . Gli dei Seconderan pietosi i voti miei.

parte co' suoi amici .

SCENA V. galestri Teagene Lagide , poi Famaspe

ed Asbite co9 loro seguiti. Tal. C poso ti veggo , e il credo appena Tea. 3 E d' uopo

Di qui partir . Tal. E dove andar tu tenti

Se i! tirannia le vie tutte a noi chiuse? Tc#* Col ferro mio la strada

Agevolar saprò .

S^rte spietata

D'indebolirmi invano il cor tu credi * Far. T' arresta * Idaspe, e cedi

Queir inutile acciaro * Tea. Oh \ quanto ancora

A me avanza d'ardir, si difenda Tal. (Tremo al perielio

Pia coraggio non ho .) Far, Su dunque a forza

Si disarmi l'audace,.

nel difendersi gli cade la Spada Tea- Oh ! stelle i II ferrp

M' abbandona cosi ? Far. Miei fidi i! folle

Or fra lacci si stringa . lo incatenano Tal. ( Eccomi giunta

Delle miserie ove si può ! ) Far. Tra ceppi

Olà miei Egizzj anch' ella

Custodita rimaaga . lai. Empio Tea. Fermate,

b 6

3-6

E tu Asbite m'ascolta

Qnal vittima domanda il re de mori? Asb> O Teagene, o il figlio. Tea. Ebben, Teagene

Più non resti in oblio

Ei vittima esser deve , e quel son' io* Asb. Tu? v Tea. Sì. Far. Quai fola. Tal. Q Ohi numi ! ) Asb. Tu dunque ? Tea. Si tei dissi.

Teagene son'io

(Cosi almeno fia salvo il figlio mio. )

Far. Olà Nello più cupo Carcere sien condotti Entrambi i rei, ed il figlio <

Tal. Inumano...

Tea. Crudele ....

Far. Sien divise

1/ anime scellerate .... un ferro a !ei Si ponga innante ... Perchè di sua mano Se io immerga nei seno...

Tea. Ed a me?

Far. Un nappo di Ietal veleno. Donna , che ricondurti a Tal. Meco ai trono io volea Conobbi a danno tuo §! anima rea. E tu che vai vantando Nome, che non avesti, 11 falmin mio sovra di te s'appresti . Morrete insiem col figlio Anime scellerate

Tu il veleu.... tu l'acciaro (fonda Avrai d'innanzi agl'occhi, entro il pro- Carcere tenebroso ... E V ira mia Che non soffre ritegno Darà la morte a voi ... la pace al regno Quel temerario orgoglio Non ostentate indegni , Ambi svenati io voglio Vittime al mio furor. Coro Punisci gli malvaggi

Serva d' esempio al regno * Far. Sento per Ior Io sdegno Che mi divora il cor. ( Ma in mezzo all' ira oh Dio ! Perchè palpita il cor nel petto mio?) (La voce tenora Che sento al core ... Sembra, che dicami Calma il furore E di quei miseri Senti pietà. ) ( Ma nel mirarli in volto Cresce la smania in petto Mi fanno orribi! guerra Odio, furor, dispetto E vendicar mi voglio D'un* empia, e un traditor.) (Soro Non rattener Io sdegno

Che ti smania al petto

E vendica le offese

D'un' empta, e un traditor .

parte fra suoi .

3*

S G E N A VI. Tal. Teag. Lag. fra guardie? Tea. IT* he dici anima mia? Tal Non sa il mio labbro

Gli accenti articolar Tea* Cara a me dona

Un tuo tenero amplesso ... s' abbracc. E il nostro fìg-lio ?.. Oh! Dio!.. Tal. Pria, cfi'ei vada agli strazj

Del moro infido f il priverò di vita , E la tragedia sua sarà compita. Tea, ( Oh ! qual va ricercando

Gelo di morte le mie vene ?... ) Tal. (Oh 1 quale

Sanguigno orrido spettro Si presenta al mio sguardo?,.) Tèa. Amata sposa

Separarci convien ... Teme la morte Quei, eh 'ha la compagnia del suo delitto. TaL TeageHe ... E trafitto Dunque il figlio sarà da questa mano , . Che diede a lui la vita?... Tea. Si.* devi in morte conservarti ardita. Cara ... che avesti ognora Di questo cor V impero... Il fato a noi severo Non devi paventar .... Tal. Sposo temer non dei ....

A morte andrò costante.,. Ma il cor di madre amante Io sento vacillar ... Tea. Vieni al mio seno.,, o figlio...

Tal. Bacialo, ei correa morte.

Tal. gli da Lag. che piange a % ( Quando il tuo sdegno % o sorte Vorrai con noi placar?*.. Tea. Addio... Tal. Perché t'arresti ?.. Tea. 11 figlio !.. Tal. Oh ! fi er dolore «■■a ( Ombra di morte il core Lascia di tormentar. ) Fra tante mie vicende Smarrisce il mio consiglio Perder Jo sposo, il figlio E' pena, si crudele Che un'anima fedele Peggior non sa trovar, partono

S C E N A VII. Fenicia ed Asbìte con il snot seguito* Fen. Ahi vedessi Nealco ? ad esso nota l\. Forse non è nostra sventura !... Asb- Donna

Qualunque siane il grado tuo , ti degna

Meco per poco ragionar . Fen. Che vuoi? Asb. Dimmi: Creder degl'io

Che si asconda in Idaspe T^agene? Fen. Noi saprei dir... mensogna

Forse sarà ... Àsb. Ma i popoli, ma il regno

Non conoscono in lui ... Fen. che dir voi

Ma risponder non so . Asb' S' ei quello fosse

4o

Che vantossi poc'anzi. II figlio resti ^ E Teagene siegua prigioniero Del mar meco il tragitto, L' ombra mesta a placar df un re trafitto S'accende il fulmine Poi scende a volo E incendia rapido Sul basso suolo La selva ombrifera Che vanta età . A quegli é simile Commosso sdegno , Di quei, che despot* Da legge al regno, Che gl'empi estermina Senza pietà . partono SCENA VIIK Vestigia di dirute Grotte Sorerranee , che sono le Prigioni di Mentì , le quali divi- donsi in duplici miserabili recettacoli in forza d'un grosso muro intermedio , T^el sinistro Carcere stà seduta affannosa Talestri , ed a' piedi il suo figlio Lagi- de . Nel destro Carcere si vede deliran- te Teagene , ed avanti avrà unti ta^a di veleno, finalmente preceduto da9 suoi fedeli v?ene dall' alto Famaspe 9 e discende nel Carcere di Talestri . Tal- O venturato Lagide : (torna ^ Inutile è il tuo pianto . Alzati , e Alle braccia materne, onde il mio core Teco divider possa il tuo dolóre .

4*

Tea. Teagene ? E qual speme A te ne resta ? Ecco il terribil dono Che ti porge il tiranno ! osservala tcq%a Che pia tardi ?.. Dal labro Scenda quei nel tuo seno , E tronchi il tuo penar letal veleno.

Tul. "Vedi codesto acciar? Bacialo^ in esso Riconosci o mio figlio Lustramento crude! di nostra morte *

Tea. Ah » sì. Si mora.

Tal. ( Oh Dio ! ^ ( sta

Sogno... vaneggio f oppur la voce é que - Del mio sposo adorato ! ) Teagene?...

Tea. TaJestri?

Tal- Oh caro !.. E dunque Divisi morirem . .

Tea. Tiranno il fato

Dividere ci vuo! nell'ora estrema, (m$

Tal. Taci: non dir di più, che il cor mi tre -

Far. (Oh vistai oh rabbia! e Tempia coppia

( infida

Respira ancor ? ed io la soffro ? ed io

Non corro a darle morte ? dall'alto «, Tea. Sposa amata . Tal. Consorte . . ' Non ci vedrem piti mai.,. Far. (Vorrei saziare \

Il fiero sdegno , ma sento ai core

Un moto inusitato

Che fa il braccio tremar.!} Tea. Fa core, a Tal. Il nappo Del micidial veleno al labbro appresta»

libraccio ,abbenchè stretto fra ritorte prende la tafta per bere . ( te . Tal. Or sveno il fi glio, e poi mi la mor- etto/ uccidere Lag. col pugnale . Far. Ferma il colpo o donna ingrata

Vii , che sei rimanti in vita . a Tea.

Ed hai cor madre spietata scende

Il tuo fìstio di sve/iar i Tal. Torni indegno ad insultarmi? Far. Qui sia tratto il prigioniero .. .

Le guardie conducono viaTea.

Il castigo, il piti severo

Io farò su voi piombar , Tea. Mostro infido, che pretendi ? dalla Tal. Di tua man vuoi darci morte? (jcala. 7) z Non è ingrata a noi la sorte

Sepossiam insiem spirar. Far. Quel fanciullo al suo destino

Fidi miei voi conducete .. Ta.Te, Scellerati ... tratteuete ...

Ah ! perchè non ci lasciasti

Con il figlio alme a morir ? a 5 ( A qual barbaro cimerìto

Ci serbasti o sorte infida ! & 3 Fremo ...smanio,... eppure io sento

La pietà, che parla al cor! )

Nel lasciarti il sangue io sento *

Che si £ela intorno al cor . Fai* Vincesti. Il figlio mio

del re moro in traccio Far, Ora strappar vosi* io

Quell'ostinato cor*

Tea. Ma perché ancor t* arresti ?

Tal. Perchè non e' apri il petto ?

Far. Farò svenarvi ...

Tea. Indegno ,

Tal. II mio supplicio aspetto

Ftfn Si : voi cadrete insieme.

Vittime al mio furor . Tal* Si : ma il cor non teme Barbaro il tuo furor. a a Empio destili tiranno Lascia di tormentarmi Ah! con si fiero affanno Non lacerarmi il cor. partono SCENA IX. Atrio, come prima. Nealco coti molti armati \ poi Feri. Ner/. A hbia morte il crude! , miei fidi l \ Siate pronti alle stragli (amici Il ferro micidial di sangue tinto Sarà gloria per noi... peri. T'arresta... Jsea. Ah ! lascia

Ch*io compia l' alta impresa ..r Fen. E poi?:.. N<?a. Piti degno

Ritornerò di te ...Vado... Fe/7. Conse rva

Li preziosi tuoi giorni... Neu. Al cielo affido

La vita mia ... non paventar mia cara t he l'alma del tuo amor sentendo accesa Men corro a trionfar neil' alta impresa*

44

A trionfar m'invita Il bel desio d'onore, Le voci del valore Mi chiamano a pugnar. f , Tu non temer mia vita ,

Che in mezzo al mio periglio L'imagin tua gradita Giuro di conservar . parte Feri. Tu Io difendi , o ciel , rendi la pace AH* anime innocenti , salva il regno La sposa , il figlio , il re , dacci riposo E salva nel cimento il caro sposo . SCENA X. Asb. con seguito , poi Far. , e seguaci, che conducono il Fanciullo , iridi TaL , e Tea. che son condotti a morte . dsb. /Compagni, ornai le vele

SjpieehinsS a! vento-Di Talestri il Qui ristesso Famaspe (figlio Di condurmi giurò . Fola fu quella Che s'ascondain Idaspe , Teagene.... Mail re.col regal garme,ecco a me vie- Far. Asbite, ora e adempita (ne. La mia promessa . Al tuo signor ritorna Digli, che fido amico Sacro dover mi rende E che la data Farnaspe attende . Questo è di Tea srene L' unico avanzo . Io tei consegno.... Asb. Vieni prende il fanciullo

Sventurato alle navi . Far. Aspetta. Io voglio l* arresiti

45

Che spettato* tu sia

Di quanto vuol da me 1* offesa mia .

Sieri tratti i prigionieri

All'estremo supplicio ...part. dileguar. Asb. Anche Talestri? Tcu\ In lei

Deggio prima punire i torti miei f

Rivegga il figlio , e pianga .

Indi V empia Vedrai

Chiuder sotto la scure a morte ! rah dopo breve marcia lugubre sortono fra

guardie Tal. e Tea. (cora Tal. Che fai crudel?..Non e il tuo core an-

Sazio di sangue uwan? Sposo da forti

Affrettiamci a morir .,, Tea, Si sposa amata

E' trionfo la morte

Per chi colpa non ha far. Donna rirnira9chi è co!ui5che fra ceppi

( a te s'avanza le presentaLag.in catene

E ostentami se puoi la tua costanza . Tea. Ah il nostro figlio Ah ! barbaro?:

Tn Io strappi dal seno

Del pia misero padre,,. Asb. Tu padre di Lagide?.., Tea. Si . Asb. Farnaspe.., Far. Non merta fede ... Tal- Sposo. Ah! taci ... Vanne ...

Del cor parte più cara, ove ti >uida

Lb barbara tua stella . Avrà il re moro 1 I^iluiquelJa pietà.c.he tnnonhai^wrtw.

46

Far. Ma di lagrime i rai

Perchè bagnate?,. Io ti credea più forte. Tal. Figlio ... Sposo ... ah ! s' affretti a noi

( la morte.

Ta/.Crude!,non ti vantar.Se bagno il ciglio Debolezza non é figlio è d' amore Quel pianto , che tu vedi Ed ho costanza in me più, eh e non credi. Sposo...allamorte andiam..-vieniLagiclt\ Senza morte temer . Sasiati , o mostro Opprimi gl'innocenti... Appaga appieno L'indole fiera... Noi Nulla temiam , morendo , i sdegni tuoi, Non vedrai uell'ora estrema Questo core palpitar ... Senza colpa il cor non trema E morte ad incontrar. Coro Voi calmate o Dei clementi

Il suo dolo , il suo penar ! ) Tal. Dammi, o sposo , un dolce amplesse Vieni o figlio al fianco mio.... Sarà pago il tuo desio bacia Lag9 E avrà fine il mio penar . Coro ( Ne pietà gli parla al core

Ne quel mostro ancor s* arrende !) Tal. ( In barbare vicende

Ho perduta ogni speranza Resta sol la mia costanza Che sa in morte trionfar.) Coro ( Con intrepida sembianza Va di morte ad incontrar.)

47

SCENA XI. Arbite con Lag. , e seguito de Mori . Asb. A He Navi,o Nocchieri.U vento spiri /\Proplzio a noi.Qnal sete di saneue Regna su questo suoi ? Si fugga. Il mare Al nostro partire in calma appare .pare. SCENA ULTIMA. Campagna in vista del Nilo , ove veggonsi

le Navi de Mori alla partenza . Nealco con seguito , poi Asb. con Lag., e

seguito, indi farti* in catene , poi tutti. Neu,{^\ Guerrieri amici

Costodite ogni passo, e a quelle Il varco s* impedisca . , (Navi Asb. Cosa avvenne

Quel tumulto , che fu ? Nea. Vinto è Farnuspe

Che tra ceppi già fre*ne9eMen1i acclama Sciolto dalle ritorte Teagene il suo Re . Asb. Come Teagene ?

Ma non mori ? Nea. Egli in Idaspe vive , . . Asb. E tu non pensi

Che reo di tradimento . . . (mento. Nea. Che son fi do al mio Re sol mi ràm- Coro Chi d' altrui pietà non sente

Non é degno di pietà, Tea. Non più fidi vassalli

Grato a voi son ... rendimi il figlio.... Far. ( Oh stelle ! lo «nauio di furor. ) Su via che attendi?

4* . . -

Avvilirmi tu credi?.. Tal. Sposo amato concedi

Che la pena io prescriva Tea. Arbitra sei

A j:uo piacer disponi. Tal. In ceppi stretto

Prence, tu che il rendesti, in dolce nodo

A Fenicia , che t' ama

Potrai porger la mano, fica. Eccola Feri. Ed io

La|mia cosi presento all' idol mio. Asb. (D una donna Io sdegno ora vedremo

A qual segno ne g-iun^e.) Tal. Farnaspe i lacci tuoi

Spezza Taiestri , ti perdona , e vuole

Che in te conosca il regno

Il suo duce maggior... Far. Saggia Eroina ! Asb. Donna subbiane ?.... Tea. Amabil mia regina

Ttitto approvo , e Farnaspe

Stringo al mio seno. Asbite

Al re moro ritorna , e dir gli dei

Che il figlio , Teagene , e la sua sposa

Regnano in Menfì , amici di Farnaspe,

E che Teagene ancor vive in Idaspe . Coro ( Chi pietade non sentiva Fu pur degno di pietà . ) Tutti Pace trionfi - Col verde ulivo

Sdegno sen resti - Di forza privo E goda il mondo - Felicità >; . Fine del Dramma*