ir'-
GLI SCITI,
NUOVO DRAMMA Da rappresmt'àfsìP in musica NEL TEATRO GRANDE ALLA SCALA DI* MILANO il Carnevale del 1799.
Correndo l'anno vii. repubblicano,
IN MILAN0
Per Gio. Batista Bianchi <
s
PERSONAGGI.
Ermodante Padre cP Indatiro, Capo di uri Can- tone della Scizia confinante alla Perfia Gaetano De Paoli .
Indatiro Scita amante di
Giovanni Brakam . Semira figlia di
Elisabetta Billington . Sebaste antico Generale Persiano rifugiato nella Scizià
Pietro Angelelli .
Barsene Perfiana confideuté di Semira Orsola d* Agostino
Atamaro Principe Perfiand Adamo Bianchi .
Sacerdote Scita
Coro di Sciti, e di Scite compagne di Semira.
Soldati Perfiani
Soldati Sdti ,
Sacerdoti Sciti
Parte di supplemento ~ Vittoria Truchetti . Supplemento a Parte di Tenore ±± Carlo Uboldi
Con numero 27. Còristi.
Là Scena è in un angolo della S tizia vicino alla Per fi a *
6
La mufica è tutta nuova del rinomato Maefi Giuseppe Nicolinx Piacentino.
Alli Cembali .
Maestro Ambrogio Minoja Maestro Agostino Quaglia»
Capo dy Orchestra
* v ■ . * ^*%t: .JLIà, M* ' i ^> rj wifìfVfr' '• Itine!
Luigi de Baillou*
Primo Violino per i Balli Giuseppe Peruccone detto Pasqualino ♦
Macchinista
P20I0 Grassi .
COMPOSITORE DE' BALLI Urbano Garzia .
Primi Ballerini Serj Domenico Serpos Maria Serpos
Primi Grotteschi a perfetta vicenda estratti a sorte . Luigi Ghilardini N. N.
Camillo Calabresi [ • Laura .Carimi Luigi Sbrocchi Rosa Dupen
Ballerini per far le parti . Gaetano Eerri Luigi Corticelli ^
Teresa Ravarina Carolina Coleoni
Giuseppe Neiva Gaipare Arosio
Giuseppe Marelli Ballerini di Co??certo Zaccaria Sedini Ignazio Rossi Gaetano Grassi Carlo Castellini Francesco' Pallavicino Francesco Sedini Gio. Batista Ajìnì Francesco Verteva Giovanni Isacchi Gaetano Zanoli Paolo Precopio Tomaso Petrarca Gaetano Zanetti Francesco Germanio Antonio Bajter Pietro Cianfalini
Primi Ballerini fuori de^ , Concerti . ' Filippo Bertini Maria Gùglielminetti
Pietro Paladini .
Rosalinda Sedini Annunziata Moroni Martina Velati Carolina Mariani ^ Giuliana Candiani Teresa Balconi Marina Dupen Cecilia Canna Maria Berri Angela Nelva Giuseppa Castagna Angela Bafestrini Antonia Barbina Cecilia Precopio Clara Pozzi Antonia Lonati
MUTAZIONI DI SCEttE
PER IL DRAMMA.
ATTO PRIMO.
1 Vafta campagna 4el!a Sazia con veduta di ca- panne da un lato, dall'altra Monte alquanto scosceso e praticabile . Nel. mezzo Simulacro d' Amore •
2 Vestibolo del Tempio di Giove Aminone con porta che si apre , e innanzi ameno recinto di verdura .
3 Interno de! Tempio di Giove Ammone.
4 Recinto di capanne , ed abitazioni de' Sciti •
ATTO SECONDO.
< Esterno del Tempio di Giove Ammone .
6 Vasta campagna come sopra .
7 Tempio di Giove Ammone .
8 Vasta Campagna come sopra.
9 Tende de' Sciti disposte ia anfiteatro con pal- miere air intorno ì Nel mezzo Ara della Vendetta»
10 Alla Scena XL Cupo Sotterraneo.
9
MUTAZIONI DI SGENE
PER I BALLI.
X Luogo delizioso con Tempietto dT Imene.
2 Spiaggia di mare con navi . Accampamento da
una parte , dall' altra abitazioni Americane .
3 Spaventevole Montagna ,
4 Folto Bosco .
5 Tempio dedicato al Dio Tigne.
X Interno di Bottega da Mercante di vini e liquori da iyi lato > dall' altro abitazione interna dei medesimo.
% Luogo pubblico a guisa di Wauxhall , offia Guin* guetta con varie Botteghe ad uso di Fiera .
BALLO PRIMO,
BALIO SECONDO.
Inventar: e Pittore delle Scene Paolo Landriaai.
J
PRIMO BALLO EROI-TRAGICO
GONZ ALVO
IN AMERICA.
SECONDO BALLO COMICO
I MATRIMONI
PER INGANNO.
It
ATTO PR IMO,
S C E N A I.
Vada Campagna della Scizia con veduta di capanne in lontano da un lato , dall' altro monte alquanto fco- sceso e praticabile • In mezzo piccolo limulacro d' Amore fotto un Tempietto di verzura eretto dalle Compagne di Semira per fefteggiare il giorni del di lei imeneo con Indatiro.
Coro di Sciti , e Scite . Bàrseke, Sebaste dà un lato . Indatiro dal? altro con corona di fiori in mano . Indi Ermodante .
C O R O «
TUtte di lieti evviva Suonin le selve intorno * Un sì felice giorno Sacro ad Amor sarà *
n ATTO f Sotto i tuoi santi aufpicj-
Sei. \ Ail'Indatiro Scita
( Di Perfia una beltà. Ind. V offerta iua devota
Ti porge , ecco ? Indatir© •
ponendo la corina s#W
Colei per cui fofpiro
Oggi pur mia sarà , Cor» Sempre fra i lieti spofi
Regni la pace alterna ,
E in quefle selve eterna
Regni la libertà.
Bar. C » /
E degli Sciti il core Confcrvi ognor scolpita
Ind. a$ - L'idea d'un callo amore A è e a.
ì
V idea di libertà . Coro E in queite selve eterna
Regni la libertà. Ind. Sebaile , e come mai la tua Semira , La fpofa mia tarda cotanto e sfugge In remoto contorno La pomsa sacra a così fauflo giorno? Forse il nodo ricufa ? Sek. Ah non temerne !
Quando promette il padre
La figlia ubbidirà . Tenera sposa
"V avrai , ma fiso nel suo fpirto ancora
Sta della Perfia il cielo, e ancor non usa
E5 alia bella fierezza *
PRIMO* i$
Ai fòmplici cofiumi
Di liberi contrade . Un dì cangiar^
Potrà . JPrw. Vieni , Indatiro . Ind. Ove ? fra. Da lungi
Del. Perso Re le schiere
Fra T armi e le bandiere
Si veggon lampeggiar . Seè. Stdk !
Ind. Paventi ? * Se&
Se amiche a noi le genti Verran , lieti faremo; e fe nemiche, In lor le ftragi antiche Rinnovar fi vedranno ,
Nè fia di Scizia il fuol preda a un tiranno • Padre , ben altra cura Oggi m' invita . AI tempio L' alma pompa di nozze Si vada ad apprettar • Là con la figlia Ti attenderò. parte, Em.Ti affretta. a Seb.
All' amiftà che a te mi ftrinse ognora ^ Dei figlj il nodo ora ci unifea ancora, parte *
14
ATTO"
SC E N A IL
Sebaste solo *
•JV^-Sommi Dei, che farà? Le Pqrfe schiere Muovon ver noi .' Qui a~cor forle m' infegue La patria ingrata . E di Semira intanto Dove fi volge il piè? Perchè d'un Padre Si tenero , amoroso Allo fguardo fi toglie, E il nodo fugge di sì degno Sposo? Ardefie mai Pinfana
Tutt' or per Atamaro, un figlio, oh Dio! Del Tiranno di Perfia ! Ah ! Se per anco Non fa de' Perfi P improvvife moffe, Le ignori ancora, e P imeneo col Scita Più non fi tardi. Un nodo tal mi Aringa Alle libere genti ; e allor contento Nè il Perfo Re, nè il figlio suo pavento • Mova P armi , e itraggi, e morte Ne minacci un Re sdegnato, No che mai di Scizia il fato Mai foggetto a un Re farà . E fe al Popolo guerriero Or congiunta è la mia forte, Quefto cor divien più forte, Più timor il fen non ha. parte*
PRIM ©.
SCENA III.
Atamaro dal Monte seguitato da porzione di Guev* rieri Persiani , indi Ind atiro con seguito di Guerrieri Sciti , tutti eon rama dJ ulivo in mano *
Finor vi fu Atamaro,
Invano a noi riparo
Lo Scita oppor vorrà . ( Ah che il defio di gloria
Non regge i passi miei :
Vengo a cercar colei
Che P alma obbliar non sa . ) Ecco dunque i deserti ove rivolge Semira il caro pie ! Guerrieri , amici , ai seguaci* Quefta è la meta alfine Del corfo noftro . Facil fia V imprefa Di fare a noi foggetti Quefli vili felvaggi . Uopo è frattanto Con finte voci d'amicizia fparte Di nasconder la guerra . Eccoli . All' arte . Itfd. Guerriero , a te.... ad Atamaro.
Atam. Sospendi . Il re fon io,
Guerrieri quefli . accennando i Perfiani*
Ind. Il nome
t>i re fra noi mal fuonaj e più ti onor© Chiamandoti gucrrier.
vittoria
i6 ATT O
Atam.Ma. i miei vaffalli
Ind. Misero te , se re, mifen loro,
Se fchiavi tuoi . Ma a te , e a ior non mena
II pacifico ramo, moftrando la fronda.
Od il brando guerrier ficuri offriamo .
toccando P elsa della sciabola . idtam.Non è coi noi la guerra.
Quefta libera terra
Desio curiofo a contemplar ne tragge • ind. Tranquillo in quefte piagge Dunque abbiate il soggiorno Fino che il nuovo giorno Risplenda in ciel . II certo pegno intanto D' amicizia , e di fede , Ecco o Perfiani , a voi Porge Indatiro , ed i compagni fuoi *
I Perfiani e gli Sciti fi avanzano lenta* mente a prendere e dare il ramo , e ritornano al pofìo * Poi Indatiro fi avanza a porgerlo ad ÀTAMARO. Prendi. La deftra ormai Ti offre di pace il segno •
dando il ramo ad Ataman 0 Ricevi in quello il pegno Di fede , e di amiftà . Sempre lo Scita avrai Fedel fincero amico : Ma chi Io vuol nemico Tutto temer dovrà, parte con i suoi.
PRIMO. 17
SCENA IV,
' Atamaro , ? Perjìani .
V Ane minacce! Amici, io voglio fole Fra gli Sciti inoltrarmi , onde velato Sia meglio il mio difegno . Al bofeo andate, $J con gii altri celati ivi refiate.
va per un lato , mentre i seguace vanno dal? altro .
SCENA V.
Veftibolo dei Tempio di Giove Ammone con porta , che fi apre , e innanzi ameno recinto di verdura ,
b ti e i i jìW * I'ck.Ìtg iti $ in '-ovsy>>yi'^i&- ■ 'X'- Semira , Sebaste, alcuni Sciti > e Sette ,
mài Indati ro ,
Sem. V-/Pprefia mi feuto % Smarrita mi vedo . Oh Dio ! nel cimento Configlio vi chiedo : Più fpeme , piò. calma QuefP alma non ha • Numi che far degg' io ? Ditelo per pietà l
iS A r T o
Qual fia P affanno mio Solo il mio cor io sa . Ah ! del cor la pena amara Come mai celiar potrà !
JW. CcflTa , diletta figlia ,
Cena di lagrimar: D'un Padre à lato 3 Che tenero t'adora, inver Semira DovreBb' efìer più lieta .
Sem. E come poffo
Obbliar, che dalla Corte
Del Perfo Rege a quefta rozza vita
Or tratti fiam , come la mano , e il core
Porgere ad uno Scita?
Seb. Ed uno Scita ,
Che vilmente non ferve i rei tiranni,
Che fcevro dagli affanni
Gode di libertà V aura gradita ,
Difpréggevol ti par ? Dimmi piuttoflo
Che obbliar non fai del perfido À tamaro .V<r«
Sem. Noi niego, ei mi fu caro, e avtebbe un giorno ...»
Seb. Fatta la mia, la tua sventura. Dimmi;; Figlio del Re , che altro ei tentar potea , Che il tuo. fcorno,edil mio? Saggio il corffig Iio Fu della fuga. Ora obbliar t? è forza La Perfia , e ti empia Corte: ad altra mano Il Ciel ti deftinò. Vieni : a quel Tempio Refoluto il tuo paffo ornai rivolgi . M'accerti ? Io ti precedo. Ad Indatiro Porgerai quella deftra ? Ah sì , mia cara.
P ,& I M O. if
Ei t' idolatra , il Padre tei configlia . Dimmi , t1 arrendi ? Sem. Ubbidirò . Son figlia .
sospirosa a Seb. eh entra nel Tempio „ Ah quello è pur V amaro pafso ! Il tempio £? quefto ove di spofa Stender deggio la delira ! E a chi ? Infelice J Non al caro Atamaro l Ah che un tal norrjc P'obbliare or m'è forza.
£ incammina verso il tempio ;
Ind. Eccola . ( f gnota
Si tenga a lei dei Perfi L'ùnprovvifa venuta.) Oh fpofa ! Sem.Qh Dio !
lodatilo ! da se ±
Ind. V iftante'
Giunge o bella Semira Di mia felicità ! Sem.Che iftante amaro ! come sopra .
Si apre la porta del Tempio o Mifera me ! Già s'apre La sacra porta, Ind. I noftri giuramenti
Attende il Nume. I moti di quell'alma Pià frenar non pass' io : La pompa è pronta ormai , vieni idol mìo , Al tempio affrettati 5 V ara fi accende , Vieni : t' attende L'amante cor.
20 ATTO
Sem. Ti feguo (ofTmiferà l Che rie vicende ! )
La face fplende.... a Indat.
( Per me <f orror ! ) Ind. Ridenti immagini"
In sì bel giorno
Sempre d' intorno
Volino a te . Sem. ( Che nere immagini
Mi veggo intorno :
Che atroce giorno ! *
Vacilla il piè.)
entra nel tempio condotta da Ind.
SCENA VI. Ermodantte , indi Atamano »
D Eli' imeneo del figlio
L' ora si appreffa ormai . Atam, Finora invano
Di Sebafte ricerco,
Vo di Semira in traccia • Odi ? Em. Che brami ? I Atam.Szi dirmi ove dimori
Col Perfiano Sebafìe
La vaga figlia ?
PRIMO. 21
Erm. Indarno
Ora o guerrier ne chiedi. Al tempio entrambi
Li ritiene alta cura , e là degg7 io
Alla pompa .... al gran nodo .... amico addio .
parte .
SCENA VII.
AT AMARO solo.
A
Lia pompa ! Al gran nodo ! Entrambi al tempio E Sebafte e la figlia? Ahimè qual nodo, Qual pompa è quefta mai Mifero cor , non fai Che temere o fperar ! Si vada oh Diof Qual nuovo affanno inufitato è il mio l Ah l se mai del mio teforo V è chi tenta aver la mano , S' avvedrà , che te^ta invano Di rapirla a un Re guerrier. Il mio regno, i giorni miei Cimentar faprò per lei . Ma perir dovrà il rivale Che s'oppone al mio voler, parte..
22
ATTO
SCENA Vili.
Interno del tempio di Giove Ammòiie* Ara accefa .
Gran Sacerdote con tazza nuzziale in mano $ od altri Sacerdoti intorno allJ ara . Coro di Sciti > e Scite . Ermodante j Lvdàtiro , Semìra, Sebaste i indi AtàmarOj e Barsekje «
C O R O é
JLletQ dal cielo Imene Oggi fra noi difeenda , La face ormai rifplenda Di un fido e cafio amor ? Ind. Sciti compagni. A una b?ltà {tramerà
M'accoppio , è ver ... Seb. Ma figlia
Di chi fcelfe ,per patria Quelle felve guerriere, e vuol fra voi In libertà finire i giorni fuoi . Sem. ( Oh crudo iftante l ) Ind. Io primp
Io giuro a te Sem ira
La fè di fpofo ; e fe mai cangio il cuore ; Morte mi dia quel faefo almo liquore.
va a levere nella tazza , e là rènde al Sacerdoti
PRIMO* 25 Sem. Ed io. ...(Misera. me / Qual fredda mano Il feri mi preme ! ) Io giuro .... ( Ah proferir noi so .' ) la fé di fpofa Eterna ad Indatiro. E la ta22a
mentre va a prender la tazza i è torna indietro da un lato * comparisce Ata- mano dalT altro . Atam. ( Qual pompa ! ) Sem. Ahimè ! Che miro !
vedendolo cade qua fi svenuta fra le compagne è Tutti gli Attori, fuori di Semira. Ah qual sorpresa è quella Terribile , funefla : Stelle, che mai farà.'
In quèfto frattempo Semira a poco a poco rinviene . Ind. Semira . . * andando verso lei «
SeL Ah qual tremendo periglio mai ! Ata. ( Vacilla
Dubbioso' il cor . ) Erm. Confusa
E' V alma mia * SeL Riprendi
Gii fpirti , o figlia . Sem. Ah padre ! Un tetro velo Gli occhi adombrò ! Ma sento Che torna a poco a poco
a Indatiro fingendo calma o
24 A T T 0
La calma in fen . ( Qual calma Ormai fperar pofs1 io . Smania , fpavento Agitan T alma ! ) Ah che vi fece , o Numi , La misera Semira ! E come aduna Tanto orror contro lei la rea fortuna ! Qual' improvvifo fulmine Mioaccia il viver mio l ( Ah che in mirarlo , oh Dio t Dal fen mi fugge il cor ! )
guardando di soppiatto AtaWi. Non dubitar, fon lieta,
ad Erm. affettando : calma • Divido il tuo contento ad Ind. c. s. (Padre, che reo momento, Che giorno di terror . ) Coro Nòn è quel cor contento,
Lieto non è quel cor . Gli altri In così reo momento
Pien di fofpetti è il cor, Sem. parte ,
SCENA IX.
Gli altri fuori di Semira •
Erm. Figlio
Ind. Padre , mi affale
Un dubbio rio . Vieni a Seiafie ♦
Seb. Oh funeflo oggetto ! guardando Atam*
Ind. Vieni e ormai fi chiarifca un mio fofpetto. partono tutù fu$ri che Sarsene , e At+m,
PRIMO.
25
SCENA X.
Barsene e Atamaro .
Ata. Ti Arsene . • . ahimè l Bars. Signor , chi mai potea
Creder, che a noi di Perfia oltre il confine Atamaro giungete! Ata* Ah dimmi , quale
E' il dertin di Semira ? E che giurava Con tanta pompa Ai Numi in faccia ? Hors. Ah vanne ",
Non curar di faperlo . Un giorno è querto Ali5 amor tuo terrìbile, funerto. So la tua fiamma antica, So da chi brami fede , Ma tardi a quella fede 11 Volgerti incauto il piè .
So che alla bella amica Forti diletto un giorno ; Ma infaufto è il tuo ritorno, Più fpemc ©h Dio l non è* parti.
ATTO
SCENA XI.
ATAMARO solo •
]\/j[lsero che ascoltai ! Forfè la mano vStefe ad altri Semira ì Tanto A tamaro in ira Sarebbe al ciel ! Di lei Si vada in traccia almeno , £ chiara ila la mia fventuxa appieno . parte .
SCENA XII.
Recinto di capanne, ed abitazioni de' Sciti.
■
Semira , Atamaro , indi Indatiro, « Sebaste.
Sem. IS/flsera , the giurai! Son d'Indatiro Ormai la Spofa! E in quel crudele iftante Il primo y il caro amante Ritorna a me . Sì periglioso incontro Si fugga ormai . Nel rozzo albergo mio Solingo il piè . . . s'incammina verso la Cap. àìSeb*
Ata. Ferma Semira.; la trattiene .
Sem. Oh Dio confusa e senza gnardarl* *
Ata. Crudele ; E iù quefta guifa
PRIMO. 27
Atamaro fi accòglie? Il primo 3 il caro
L* unico affetto tuo ? Sem. Signor . * • che affannò f Ata. Ti spiega* Sem. Óh Dio 1
Sappi ... che ai Numi in ira
L' infelice Semira
Viffe finor , che le fpèranze prime Or fono idee funefté ; e che i vivaci Affetti tuoi più per Semira • * * Ata. Ah taci !
Tàci , fe dir mi vuoi , Che d'altri è quella mano* Cela il crudele arcano , Lafciami nell' error . Stòrti Taci . Agli accenti tuoi
Provo i più rei tormenti : Pietà de' miei lamenti , Pietà del mio dolor. Chi mai temer pòtea Ata. a ^ Nelle fperanze prime Sem. Vicenda così rea,
Fato così crudeli Si avanzano InDAÌHRO* i &EBASTE* Ind. Vedi la figlia rea :
La pena oh Dio! m5 opprime- 1 Chi mai temer pòtea Semira un' infedei !
; Perfidi! mpmÀtndgìt.
ai ATTO PRIMO.
Sem. ! Oh affanno !
Atam. Oh forre l
a 4 Ormai per, me la morte Dono farla del Ciel .
Sem* Vedi la Spofa mifera, a ìnàau
Cedi alle amare lagrime : Ho fol di rea V immagine , Ma fenza colpa è il cor.
Ind. ( Ah che non fa refìftere
In tal momento il cor . )
Seé. Odi le amare lagrime ,
Mira in qual flato orribile Ridotto ha quella mifera Il tuo funeflo amor .
Ata. Ingiullo è il tuo rimprovero ,
Perchè agli affetti teneri , Che un dì per lei m' accesero » Si oppofe il tuo rigor.
Ind. Ata. a 2 Ma V ira mia . . .
quasi volendo assalirsi, e snudare la spada •
Sem- aInA* T'arrefìa. Seb. a Ata. \ *
k 4.
Smania così funefla , Tanti confufi affetti , Sì barbari fofpetti Chi mai provò finor !
Fine dell'Atto primo.
ATTO SECONDO.(^)
SCENA PRIMA.
Efterno del Tempio di Giove Ammone.
Ermodante , e Sebaste con Coro di Sciti y e Ssite uscendo dal Terapìa*
&
ai
E ardisce il Perso indegna Oggi sfidarne all' armi , Dei Sciti il fiero sdegno Tutto provar dovrà . Guida a un sì bel valore
{ II figlio f° farà . / b tuo
) E al Tempio vincitore
\ Lo Scita tornerà .
Coro E al Tempio/ vincitore
Lo Scita tornerà.
(*) Le Scene II, III. e VII. di queft Atto non 'Sono dagli Attori recitate per brevità .
Erm Seb
ATTO
Erm. Propizio il Nume , o amici Si moftra ai voti noftri.
Seb. E pura splende
Sul facro aitar la fiamma -
Erm, Ormai ficuri
Del favore del ciel , temer non d^ssi , Che soggiacer lo Scita Debba a un giogo ftranier «
Seb. Liberi Tempre
Noi qui faremo ; e fe il Perfiano ardi/Te, Con nera frode oggi affalirci ? il pefo Senta deT armi vofire , e alla vittoria Indatiro vi guidi, ed alia gloria. parte ^
$sm.x Ermati per pietà . Ind. No ; lafcia . Sem. E dove ? Ind. AI Perfo io vado . Sem. Oh Dio ! IW. Paventi? E' vano
Il tuo timor . Semira, alto difegno Chiudo nel fen , che tutti Contenti renderà . Sem. Ma come ? . . . .
SCENA IL
Inbatiro trattenuto da Semira, •
SECONDO- >^ ?/J
Ind. AI tempio
In breve io tornerò • Colà m' attendi ,
E di lieta fperanza il core accendi. parte.
SCENA III.
Semira sola ,
C^H' io speri ! E come mai Se finora provai
Così avverfo. il deftin/ Numi poflenti Vi muova il mio martire. Abbia Semira ; Meno «li afìri tiranni , O più coftanza a tollerar gli affanni, parte*
SCENA IV.
Vafta Campagna , come nella prima Scena dell' Atto primo .
Atamaro , indi Indatiro>
ro me ! Pur chiaro è agli occhi miei L'arcano, ch'io temei! Già d'Indatiro E' la bella Semira !
Ind. Guerriero .
jitam. E che pretende
Un selvaggio Paftor da un Perfo Rege ?
Ind. Viene per darti prova
32 ATTO
Di virtuale a te ignota . Ami Semira ;
V adoro anch' io . Dinnanzi all' ara sacr^
Fè mi giurava, ma non fu compito
Il giuramento fuo : libera ancora
Di se , de' voti suoi
Lo Sposo a fuo voler scelga fra noi . jitam. Che afcoko ! Oh gioja! È tanto fai..., Ind.Sì tanto
Fa un vii Pallore, unicità,
Uno, che Re non è. Meco nel Tempio
Vieni a Semira. Ma prometti, e giura,
Che libera , e fkura
Scieglier potrà chi vuol di noi fuo spofo. Atam.Tutto quel che mi chiedi io ti prométto. Ind. A lei , . . .
Atam. Dunque fi vada , e fra noi regnj
E pace , ed amiftà . Sian di Semira I tuoi voti , ed i miei Proni al voler \. Ind. Sì , ma giurar lo dei .
Giura che a' detti suoi Ubbidirà quel core; Che il fato ' dell' amore Da lei dipenderà . Atam* Lo giuro , e t'eco al Tempie Rivolgo i paffi miei . ìjl fuo deflin da lei QuefF alma attenderà .
SECONDO. 3|
a 2 (Ah che il crudcl fofpctta
Tento ce!are in vano.
Una gelata mano
Mi va ftringendo il cuor.) Ind. Pace . Atam* La giuro . Ind. Al Tempio. Atam. Si vada . * 2 Al Tempio andiamo,
(Là di trovare io bramo
La mia felicità . )
pattern *
SCENA V.
Barsene sala .
Sommi Dei , che farà ! Finora in traccia Vo di Semira, e non la trovo . In predà Al fuo dolor farà . Ma quai vicende , Di Atamaro il furore , E T irritato amore , Forfè prepara a noi ! Torbido , € nero Il Cielo è ormai, né che fi cangi io fpertì Vedo ofeurato il giorno Da tetro nembo irato,
ATTO
Vedo ? che ascerà il fata Non fi vorrà placar . D' armi , e di fdegai intornt Sento il funeiìo luo o, E nel timore io fono Corretta a palpitar. pam»
Tempio di Giove Ammone. Ara accefa .
Semtra , poi Xndatiro* ed Atamaro*
Va palpitando in feio ! O ciel che miro ! Atamaro qui vieti ? Seco è Indatiro !
Ind. Odi , o Semira. Io de! tuo cor la fcelta Libera voglio. La nuziale fede, Che qui giuravi j io non reclamo. Intero Non proferirti il giuramento , e il labbra Alla ta/za d' Imene Non appref afti. Io bramo, Più che la mia, la pace tua, fe caro T'é pur anco Atamaro, e fe ti fpiace Tanto T affetto mio , libera fei . Scieglier fra noi lo spoio tuo tu dei «>
Sem. ( Oh virtù che lòrpreude ! )
Atam.Ah mia Seraira
SCENA VI.
H come incerta Palma
SECONDO. ss Tutto da te dipende- II primo affetto ^ Le gradite fperanze Or coronar tu puoi . Sem. Sì y de' doveri fuoi
Si rammenta Semira, e fe non t'ama a Ind. Cede alla tua virtù. Signor perdona adAtam* Mi fcordo ogni altro amore, con pena* E a te .... ( dicafi alfin ) do io il mio core •
dà la mano ad Ind* Atam. A lui doni il tuo cor? Ah disleale! Un colpo amaro tanto Da te non nTafaettai ! Vantar tu vuoi V onor, la fede ? E il mio tradito affetto Non ti lacera il petto ? Eterni Dei , Che orrendo flato è il mio .' Fra voi fi ftringe Il nodo ormai bramato ,
a Ind., e a Sem. con ironìa di furia trattenute Ma tremate al furor d' un difperato.
con scoppio di rabbia • D'un Perfo, e d'un Regnante Tu pioverai P orgoglio . Penfa , eh' io fono amante , Penfa al tradito amor. Oh Dio ! che fier tormento,
Che barbaro dolori pme*
ATTO
SCENA
VI L
Indattro , Semira y indi Sebaste Siiti*
Sem. ( I Rincipe sventurato ! ) Ind. Oh quanto, o cara 5
Io eleggi® al tuo bel cor . Sem. No . . tutto devi ,
Sposo Indariro , a quel trasporto egregia Di sublime virtù , che all' alma tua Queft' alma avvinse . E come io mai potai Tradir d'un sì gran cuore La generosa s eme?... Seb. Ah quale orrore !
Indatiro , Semira . ♦ • Ind. Che fu? Seb. Le Perse Schiere
Mofìrano ofìil disegno , e tutte in mot© . • , Ind. Non paventar . Fedele alla promefia a Sem* Or fi accinge A tamaro A partirsi da noi, e i suoi guerrieri Forse raduna . Ah tu non sai ... ton gioja a St Sem. Che unita
Ho la mia sorte a lui . Ind. Sì , che decite
Con libero voler fra me, e Atamaro Qual gli foffe piti caro , e a me la fede» Diè di sposai e d'amante*
SECONDO. 37 Sei. Oh figlia ! Oh lieto iftantc l Eterni Dei i j
Voi date pace alfine
Al mio agitato cor „ Ind. Voi d' Indatiro
Compiile i voti * Sem, Voi
Pietofi or ne mirate •
( E un folle $mor da quefìo feri (cacciate '&
SCENA Vili.
Vafta Campagna come f@pra.
Atamaro con parte dei Soldati Perfiani . indi Indatiro con parte de* Sciti t
Atam. No di ritegno adeffo
Più non è tempo , non v' è legge , o fede ^
Che mi trattenga. Amici > in bevi iftanti
Su gli Sciti piombar deve il mio sdegno.
Secondino il difegno
Anche le Schiere afcofe . Ind. Ormai Guerrieri
Affai trafcorfa è Pora,
Che alla voftra dimora
Qui fi preferire. Andate.
Quefto è il voto de' Sciti con aria amichevole.
Quello è dei Sciti il cenno.
tatti pongono la maw sulla sciabola 9
3% ATTO
Ata. E quefto è il brando
Dei Perfi , e il cenno dei più fieri orrori i Cadan gli indegni ? o amici .
Ind. Ah traditori !
Al suono di musica militare i Persiani ass ali s cono per tutte le partii e circondano li Scitiy vertendo a turme dal monte y e dal bosco; Indatiro, e Atamaro fr' incontrano ec. , e quando gli Sciti sarebbero su- perati y per essere post] in mezzo y sopraggiungono Ermodante, * Sebaste con altri Sciti y che pon- gono in mezzo i Persiani istessi y i quali , dopo ostinata resistenza y si danno per tutto alla fuga <
SCENA IX*
Atamaro entra smarrito con spada nuda^ e senza cimiero y indi Se mira frettolosa .
Atam^A'iisLti avverso ciel / tutto è perduto, Più non vi è (campo. Oh Dio! Sarai contenta Donna crudel! Per te..,. vedendo Semira.
Sem. Contenta io fono
Se ti poffo falvar. lo prende per la mano.
Atam. Ma come E dove ? , . , ,
Sem. Vieni : per fenderò ignoto In ficuro io ti guido . T' affretta •
SECONDO. ||
Atam. Oh colpo atroce !
guardando il suo campo disperso , £ /w/
istante di riflessione parte con S emira 3 dicendp A te mi affido .
SCENA X.
Ikd ATIRO t$n Sciti vittoriosi , e Sebaste frettolosi con spada nuda •
Ind. liberi fiamo , e vincitori, o amici ?
Ma non intera ancora
Ev la vittoria . Fra di noi fi aggira
L'empio Atamaro a^cor« Seb. Del traditore
Si vada in traccia Ind. E tremi al mio furore.
pamno per la via , dov'è andat$ Atamars*
SCENA XI. Atamaro guidato da Semira •
Atam^a Dove in quele rupi
Fra gli orrori di morte >
Crudel , mi guidi ? Sem. Inoltra meco il piede
Là fino a quel fentier, che inoffervate
Le vie di Perfia ritentar potrai .
4» ATTO
Atarn. Ah no, non farà mai
Ch' io ti lafci così l Seguir tu devi D'Atamaro la forte, Sem. Io d'Atamaro
Solo or fento pi etade . Ogni altro affetta ' Ad Indatiro è facro . con passione trattenute* Atam. E puoi tranquilla
Favellarmi così? tenero. Sem, Lafciami . cerne sopra «
Atam. Ingrata f
fa No , che ingrata non fòn, fon fventur^ta % a z Ah che V eftremo addio
Di darti il cor non ho : Lo dica il pianto mio, Ch' io proferir noi fo .. Ata, Vado , mio bel tesoro , Nè più ti rivedrò; Ma ancor come t' adoro Sola t'adorerò . Sem. Quel che il mio cor ti dice* Crudel ! non ti dirò : Ti baffi , che infelice Per te morir dovr£u & % Ah che ec.
SECONDO.
41
SCENA XII.
Indatiro , Ermodante , Sebaste , Coro d'i Sciti , Guerrieri Sciti , e detti .
Ind. Ec cqIq il traditor \ mora . correndo incontra ad Alamaro con spada nuda* Sem. T' arrefta . lo trattiene .
Ind. Tu in cjueOi luoghi, e con quell'empio sola! Tu trattenermi , e del tuo petto scudo A quel perfido far! pongono, tutti il ferra neìh Sem, Sappi Indatiro . . . (guajna •
Ind. Alla Patria ribelle, a me infedele
Che immagini di dir? Sem. Che rea non sono,
Che troppo, sacra è d' Imeneo la face.,.. Ind. Taci, non proseguir labbro mendace. Sebaste, Ermodante, e Coro L' illustre Donzella De' Sciti splendore Per quel traditore Più tale or non è l Infida al Consorte A Sema rubella Punirla si de. Sem. Dunque fra voi $' abborre
Di giustizia > e pietà V ultima traccia ì V orrida iniqua taccia
p ATTO
Di ribelle alla Patria,
D' infedele allo Sposo Perchè cieggio soffrir ? Perchè si niega A me di favellar, quando un accento Sciolgo per mia difesa? E tanto in ira Vi divenne Semira, Che per saziar le vostre ultrici brame La volere mirar cenere infame ? Se il sangue mio chiedete , Svenatemi , son pronta j Ma pria non offendete , Barbari, il mio candor . :u l&.Erwi. , Perchè da noi disgiunta
e Coro Solai coi traditor? Sem Sarà di quel momento ■ Colpevole P aspettò , Ma serbo ancor nei petto , Serbo innocente il cor. Inch ' '(Air che di tanto in petto
Non fi Infinga il cor. ) Atam* ( Smania , furor , difpetto
Mi van flraziàhdo il cor, ) SekErm, No, non vantare .in petto,
e Coro Mifera ii primo cor . Sem. Afcolta una figlia
a Sebaste che ricusa cP udirla . k , Deh lenti una, sposa ....
uà Ind. eewe sópra.
■ 5 *f^i^ S fr%q ilsinu^ '\:\. .
ix .. . - supini Amo U . ,;v.j
SECONDO. '45 B ARSENE , e Coro di Sci te , c/e avanzandosi cercano di Semira . Ma dov'è nàfcofta, : Semira dov' è ? lero di Sciti!: illuftre donzella
De' Sciti ec. , Sem. Se ii sangue mio chiedete
Svenatemi ec. loro dtS che Semira è mai poffibile, Che cada in tali error! Sem. Io morirò, ma int : epida a Bar. , e le Sette .
De' lor rimorfi oggetto additando i Sciti. Ripeterò, che in petto Serbo innocente il cor .
parte con Bar., le Scitey e Seb.
SCENA XIII,
Indatiro, Atamaro, Ermodakte, Coro di Sciti, Guerrieri Sciti.
Ind. Dimmi ?Perfiano avanzo y e come il piede
Traefìi in quefle rupi
Quafi ignote alla Scizia ? Atam. , A te ragione
Certo non render?!, se P innocenza
Non tradiflì , tacendo.
Mi vi adduffe Semira.... Un. Il refìo intendo *
44 ATT O
Per ordir qui segreti
Contro di me y contro la Patria , indegni ,
Qualche trama crudele <Atam. E ancor non ceffi
D'oltraggiar sì da folle
La più santa oaeftà , la più sublime
Rara virtù , che fi conofca mai ?
Sem ira , fappià ormai 3
Guidommi in quefta parte al fol penfiero
D'additarmi uu fenderò,
Che in falvo mi poneffe , e fui cammino
Della lafciata Perlìa. A mille preci
La tentai venir meco..,. Ind. Èmpio y ed ardifci ?
Mani. Di tutto palefar 5 perchè il rimorfo
Ti roda del tuo fallo . Ebben colei
Ricusò di venirvi, e ricufando,
Di bella fedeltade efempio raro ,
Mi difìe . Io d' Atamaro
Solo or fento pietade . Ogni altro affettò
Ad Indatiro è sacro . Ind. < (Io più non reggo
Àì roffor che mi copre. ) Infame morirò
Sola cagion tu fei
Contro Semira. de1 trasporti miei.
Deponi queir acciaro , e ti prepara
Al supplizio che merti . Atam. Io quel? acciaro
Noi deporrò cfie colla vita infieme ,
6
SECONDO. 45
E se guerrier ti credi > E se un vero valor ti fenti in petto , Solo ti sfido . . * . Ind. Io la disfida accetto*.
Andiam . Vedrai, superbo, Se vincer ti saprò . Forza al mio -brando Damino i giufti Numi , e forza ai core Mi darà di Semira il fido ardore. Impallidir dovrai Di questa spada al lampo ! Vieni . Ti attendo al campo E ti farò tremar . v Cor* Vanne. Ti attende in campo E ti farà tremar. Ind. ( Pensando a lei, che adoro V alma divien più forte . ) Vieni. L'estrema sorte ad At amato Tu corri ad incontrar . Coro Varine . V estrema sorte
Tu corri ad incontrar, partono tutti \ fuorché ErmodanteZ
SCENA XI V. Ermodante sohj indi Sebaste addolorate,
Erm. vjOmmi Dei ? che sarà ! voi proteggete Il figlio mio! ma una segreta voce
4* ATTO
Presagisce sventure"! Almen si vada ia pugna ad impedir. Ma di vilrade Fia capace uno Scita ? Ah no , frattanto Però P acciaro odile Apre a Indatiro il seno , E . . . qfi ciel piange Sebaste ! Io vengo mena L vedendo venir Sebaste addolorata, si appoggia sulle sue braccia . Sei. Non sei più padre. Erm. Ahimè !
Seb. Cader dovette
Sotto il Perso feroce , Dell' ultima sua voce
Ancor odo gii accenti . Ei ditte : oh Dio l Mi perdoni Semira , e poi mono,
Erm. Ami Semira ifleffa
Vendicare lo dè . Sai pur qual legge Veglia antica fra noi....
Seb. Sì, per Tua mano
L'empio uccifor cadrà. Vadafi all'ara Dell'alta Dea, là fra le noilre tende Unita ormai ne attende La turba degli Sciti . Ivi la figlia Si tragge in breve, ed A tamaro....
Erm. Ei cada ;
E P ombra irata del mio figlio almeno Veda squarciato ai traditore il feno. partono.
I
SECONDO. 47 SCENA 'ULTIMA.
[rende de' Sciti difpofte in anfiteatro coi palmiere all' intorno . Ara nel mezzo della Vendetta .
fAMARO , e Perfi incatenati , Semtr A , ErmodaNTE * Sebaste, Barsene, e Ssiti .
Sei. Sciti , del voftro eroe [1 V5 è pur noto V eccidio ... jSrw. E v' è pur nota
| . L' irrefragabil legge , Il ' Che la vedova sveni All' eftinto consorte
Nanti alla Dea colui , che il trafìe a morte . tfta.O lieto me ! Morrò per man di lei . Sem. ( Che cruda legge è quella , eterni Dei ! ) feè. Si adempia il rito ormai . Cada con lui Anche ogni reo disegno , Che aflòggettava a un regno La no/ira libertà . Vanne, a Sem. che sy accosta dta* Oh momento f ( air ara .
Sem. ( Oh tormento maggior d' pgni tormento f
Coro , Sebaste, EIimodante e Barsene.
Svena all'evinto Sposo Il Rege traditore, Il reo difturbatore Di noitra libertà.
48 ATTO SECONDO.
Ata. Palla tua deftra , o cara 5 Dolce mi fia la. morte , No , che più lieta sorte L' rjlma bramar non sa , Sem. Oh Dio che pena amara , Che dispietata sorte ! ( Solo al mio sen la mort$ h\ acciaro porterà. ) Gli altri AttoriOvmù la donna forte
e Coro II colpo vibrerà^
Sem, Udite , o Sciti . Io sono Vedova d' Indatiro y Ma d'Atamaro in pria Amante fui . Non poffq Gradir di Scizia il cielo , Obbliar la Perfia , e eoa un colpo atroce Ferir colui , che tanto amai . Punirmi Lo fo y dòvrefre . Io fleffa in quefto feno Punifco uri debol cuore . Io .... Sì , mi fven
s uccìde , e cade . Atam. Ah qùefto ifteffo acciar.... vuol uccìdersi Erm. T' arreda . Seb. O figlia !
Erm La legge non permette
Che una vittima fola all'ombra irata. Atam. Oh momento funefto , oh legge ingrata l Coro Che sventurato giorno,1 Che i/fonte di terror \ FINE DEL DRAMMA.
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