TRAGEDIA LIRICA

IN TRE PARTI

PARTE PRIMA PARTE SECONDA PARTE TERZA

DA RAPPRESENTARSI

NEL TEATRO DELLA R. CITTA* DI CREMA

IL CARNEVALE

dell'anno i837-38.

CREMA

PRESSO

£A TIPOGRAFIA RONNA.

I versi virgolati si ommettono per brevità.

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GIUSTINIANO, Imperator d'Oriente Signor Giovanni Lucini.

BELISARIO, Supremo Duce delle sue armi Signor Novelli Pietro.

ANTONINA, moglie di Belisario Signora Teresa Marnili*

IRENE, loro figlia

Signora Rosalia Gariboldi.

ALAMIRO, prigioniero di Belisario Signor Francesco Gu miralo.

EUTROPIO, capo delle Guardie Imperiali

Signor Angelo Demarchi. EUSEBIO, custode delle prigioni

Signor JV. JV. OTTARIO, Duce (che non parla.)

CORI COMPARSE

Senatori Guardie Imperiali

Veterani Prigionieri Goti

Alani Veterani Donzelle

L'azione ha luogo parte in Bisanzio, parte nelle vicinanze dell'Emo.

L'epoca rimonta al 58o dell'Era Cristiana.

La Poesia è del Sig. Salvatore Cammerano. La Musica è del Maestro Sig. Gaetano Donizzettl

Le Scene sono d' invenzione ed esecuzione del Sig. Francesco Morandi Cremonese.

Maestro al Cembalo Signor Giuliano Petrali.

Primo Violino e Direttore aV Orchestra Signor Cesare Bottesini,

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PARTE PRIMA

IL TRIONFO

SCENA I.

Atrio interno del Palagio Imperiale con trono a destra , da cui scorgesi la piazza di Bisanzio colla Chiesa di S. Sofia,

Accorrendo da più parti.

Tutti Oerto di eterni lauri Impongasi alla chioma Del prode, onde Bisanzio Emula fu di Roma. Invitto Belisario, Gloria di nostra età, Quanto vivranno i secoli Il nome tuo vivrà. (Si allontanano.)

SCENA lì. Irene da un lato , con seguito di Donzelle,

Ire. Presto, amiche... voliam sulla sponda All'amplesso del forte che arriva... Ve', pe' trivi già il popolo inonda, Odi il suon della calca festiva..

6

Delle trombe frammisto allo squillo

Del tiionfo già l'inno intuonò, Salutando l'augusto vessillo

Cbe il terror fra i nemici portò. La man tenibile dei vincitore

Di baci fervidi io coprirò, E al seo stringendomi del genitore

Rapita in estasi d'amor sarò. Un pianto tenero forse gli accenti

Sul labbro timido nii troncherà... Ma quelle lagrime sieno eloquenti,

Ma quel silenzio tutto dirà! Tutti Giorni di gloria giorni ridenti

Brillar sul Bosforo il ciel farà. (Partono.)

SCENA IH.

Antonina , ed Eutropio , da opposte ide»

Ani. Plauso! Voci di gioja ! ...

Eut. Il vulgo insano

Corre sul lido a festeggiar V incontro

Del reduce tuo sposo. Ant. Mio sposo un parricida! Eut. Oh!... Cbe favelli! Ant. Ascolta, e del mio sdegno

Abbi sicuro pegno.

Lo schiavo di... colui, Proclo, morendo

A me narrò, cbe di svenare il figlio

Belisario gì' ingiunse, ond' ei lo trasse

Fuor di Bisanzio, e a trucidarlo il ferro

Alzò, ma il ferro dalla man gli cadde

E tutto inorridito

Abbandonò, fuggendo, il pargoletto

Sovra deserta sponda...

Pasto forse alle belve... o preda all' onda ? Eut. Che intesi!... Ahi snaturato genitore!

Io ti compiango.

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Ani. Immenso è il mio dolore!

Sin la tomba è a me negata! ... Sin le ceneri del figlio! Ali! di lagrime il mio ciglio Viva fonte ognor sarà...

Madre, oh Dio! più sventurata Mai la terra non avrà! Eut. Ti conforta dell'eccesso

Pagherà quell'empio il fio; Ma rammenta che promesso Era un premio all' amor mio. La tua destra... Ani. Or dimmi: ordita

Fu la trama? Eut. E appien compita.

Una man fedele, esperta Già le cifre simulò. Ani. La sua perdita? Eut. Fia certa.

Ant. Vendicata almen sarò !

99 Ombra pallida e diletta,

* Che t'aggiri a me d'intorno 99 Meco esulta... è questo il giorno » Che il delitto punirà. O desio della vendetta,

Tu sei vita a me soltanto... Io versai dirotto pianto, Altri il sangue verserà. Eut, Irne incontro a lui frattanto...

Simular ti converrà. ( Le guardie imperiali cominciano a disporsi per l'atrio* Ani. ed Eut. partono.)

SCENA IV. Giustiniano , e guardie.

Giù. O nume degli eserciti, A te sia laude eterna:

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Guidò ne' campi italici L'aita tua superna Il duce formidabile Che i Goti debellò, \

E il serto mio di splendida

Gemma novella ornò. (Ascende al trono.)

SCENA V.

/ predetti. trionfo di Belisario Esce prima la banda militare, quindi i Magistrali. Alcuni guerrieri portano i tesori predati , fra i quali è la eorona ed il manto pomposo di Vitige , Re ilei Goti. Intanto che si avanzano le schiere, si canta il seguente

Coro L'inno della vittoria

Spanda forte un grido, Clie valicato il pelago Scorra di lido in lido , E dica ai regni nordici In suono di terror. h V è un Belisario! » e i Barbari Dipinga di pailor.

SCENA VI.

Belisario comparisce sopra magnifico éarro : ha il capo cinto da una corona di alloro , ed un purpureo manto è sovraposto alla sua aurea ar- matura. Sono d'intorno al Duce i Goti prigio- nieri , fra i quali è Alamiro: i veterani chiudono il trionfo. Al mostrarsi di Belisario le trombe squillano più forte, e si raddoppiano le accla- mazioni.

Coro Invitto Belisario

Gloria di nostra età,

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Quanto vivranno i secoli li nome tuo vivrà. Bel. (discende dal carro, e si presenta all'Impe- ratore ) Cesare, hai vinto, e l'itala contrada, Di natura dolcissimo sorriso Della vittoria è frutto. Mira al tuo pie le spoglie opime, e questi Giovani prigionieri , al cui valore Mal rispondea fortuna. Deh ! se mercede alcuna Sperar mi lice, tua pietade imploro Per essi; e te, cui la pietade è instinto, Non preghi indarno il vincitor pei vinto. Giù. Tremendo in guerra, umano in pace e sempre Sei grande, o Belisario! 1 lor destini

(accennando i prigionieri) A te commetto (scende dal irono)

Abbracciami. Rifulga Alta letizia intorno, Tutto festeggi così lieto giorno. Parte seguito dai Magistrati, dal Senato , e dalle

guardie. Gli altri escono pel fondo. Bel. Liberi siete

(Ai prigionieri, che cadono alle sue ginocchia

tranne Alamiro ) Addio. (*) Che veggio!... Il dono

(*) ( Li alza , ed essi partono ) Sprezzi forse Alamiro? Ala. Io!... Ti son grato:

Ma, già tei dissi, al fianco tuo m'annoda Tale un poter, che libertà ra' è grave, Lungi da te. (con tenerezza)

BeU Rimani. (Con pari tenerezza, ed abbracc.) Adunque meco... in libertà rimani Ho tutto il cor commosso Da ignoto affetto, che spiegar non posso!

IO

Quando di sangue tinto E fra catene avvinto, In riva al Trasimeno Tratto mi fosti al pie. Tenera voce in seno Mi favellò per te! Ala. Ab ! se mi fia ricetto

Di Belisario il tetto, Di mia cruci el fortuna Gli oltraggi scorderò Nel suol che a me fu cuna Almen la tomba avrò! Bel. Sei tu greco!... Il ver dicesti?

Ala. Greco io son.

Bel. Da chi nascesti?

Ala. Tal mistero il ciel mi asconde!...

Fui da un Barbaro allevato: Ei del Bosforo alle sponde 99 Mi rinvenne abbandonato. Bel. 99 E costui su greco suolo

w Che traea ? Ala, 99 Desìo di preda.

Bel. Derelitto in terra e solo

Più non sei: per te succeda sereno a trista aurora. Ebbi un figlio, e lo perdei!... La sua morte io piango ancora... Or quel figlio a me tu sei. Ala. Io tuo figlio! a me tu padre!... Ah ! di gioja ho pieno il cor. Bel. Ne9 miei lari... Ala. Fra le squadre..;

Bel. Sempre insieme... Ala. Uniti ognor.

a 2.

Sui campi della gloria Noi pugneremo a lato :

1 1

Frema, o sorrida il fatp Vicino a te starò... La morte, o la vittoria Con te dividerò...

SCENA VII. Irene, Donzelle, Antonina , e detti.

ire. Padre!... (correndogli incontro) Bel* Irene ! M' abbraccia...

Ire. Alfin son teco!...

v Noi corremmo ver te; ma della gioja

n Al violento assalto

» Mal resse il cor della tua sposa, e priva

Finor di sentimento... Bel. Oh ciel ! ... Traveggo !...

( Volgendosi ad Ant. e restando colpito dai di lei turbamento )

Sulla turbata fronte

Del duolo hai tu, non del piacer le impronte!

Che fu? Nuova sciagura.., Ant. Nuova!... Ti rassicura... m

Quale innanzi ai partir, tal rivedrai

La tua magion... Sol Proclo il ciel... togliea

Pa questa valle di dolore albergo!

E di colpe. (con accento vibralo)

Bel. 11 suo fallo Iddio perdoni!...

SCENA VHI. Eutropio, Guardie, e detti Eut. Cesare a te m' invia : Y acciar deponi. Ire. Ala. Don.

Come ! „. Bel. Vaneggi tu!..,

Eut. Di arditi accenti

13 Passò stagioni Quell'orgogliosa fronte Piega al voler d'Augusto. Ire. Ed osi ?

Ala. Audace!...

Bel. Tacete E' forza l'obbedir... ma il brando Di Belisario non lo avrà cbe un prode.

(Lo ad Ala,) Andiamo. (Ad Exit, con nobile intrepidezza.) Ire. Padre...

Ala, Signor, deh! lascia...

(Volendo seguir Bel., egli con un gesto auto- revole impone loro di rimanere , e parte con Eut. e le guardie.) Don. Oh! cielo!

Ant. (Comincia la vendetta!) Ala» lo fremo!...

Ire. Io gelo!... (partono )

SCENA IX. Aula Senatoria.

Da un lato molti seggi , fra quali uno più elevato per V Imperatore. Vi è un tavolino, su cui al- cuni papiri, il volume delle leggi, ed una spada. Senatori.

Tutti Cbe mai sarà!

Perchè solleciti

CJosì ne aduna?...

Sovrasta a Cesare

Sventura alcuna? 'Alcuni Forse un colpevole

Punir si deve? Gli, altri Forse la patria

Danno riceve? Tutti Ma il prence tacito

Qui volge e solo...

l'ò

Nel volto torbido Profondo duolo Sculto gli sta ! ... Che mai sarà ! ...

SCENA X.

Giustiniano > e detti.

Giù. ( Va mestamente a sedere : ad un suo cenno tutti si adagiano ) Sostegni del mio trono, un fero evento Ogni gioja distrusse! Innanzi tratto, Accusato d'orribile misfatto, Tal vi (la, che il vederlo, il sol vederlo Vi agghiaccerà le vene.

Seri. Chi?

Giù. Belisario.

Seti. Belisario!...

Giù. Ei viene.

9

SCENA XI.

Belisario fra guardie > Eutropio dal lato opposto , e detti.

Bel. ( Si avanza imperturbato. )

Giù. S' apra il giudizio.

( Un Senatore siede presso il tavolino. Eut. va a collocarsi in piedi accanto di esso. Eut. Belisario accuso

Di fellonìa. Bel. Che intendo!

Eut. Al declinar di questo giorno istesso

Del suo trionfo, le ribelli squadre.

Da lui compre e sedotte,

Dovean , franta ogni legge, e spento il Giusto, (Indicando Giù. con simulato raccapriccio)

Coronare il suo crin del serto augusto.

a

'4

Bel. Calunnia infame!...

Eut. A contestar P accusa ^

Queste produco sue medesme cifre.

( Accennando i papiri sul tavolino \) Bel. Ch' io vegga! E' ver, son mie.

(Lanciandovi uno sguardo.) Gin. Leggile.

Bel. ( Dopo aver letto) Orrenda

Inesplicabil trama ! ...

Son questi i fogli che inviai dal campo

Alla consorte... ma d' averno forse

Una furia maligna

Alle amorose note altre ne aggiunse*. Giù. Dunque! ... Bel. Il vero chiarir potria la sposa.

Ma che non libra Astrea sul!' equa lance

L'odio e l'amor m' è noto. Giù. Ella s'avanzi.

SCENA XII.

1 suddetti ed Antonina , seguita da Irene > ed Ala mi no.

Bel. Irene, sposa... ah ! voi noi crederete...

Mi trasse iniqua sorte

Pel cammin del trionfo incontro a morte! Ala. A morte? Ire. Oli Dio!..,

Bel. Rimira.

, Su questi fogli, che smarristi al certo,

Nemica man fra le mie cifre intruse

Sensi ribelli. (Dà i fogli ad Ant. che cerca nascondere (a sua

orribile agitaziane) Or leggi,

E di' se tu gli avesti

Tali, o donna, da me,

i5

Ani (Rinfrancata da uno sguardo furtivo di Eut)

Bel. > dicesti?

[Come colpito da un julmine. Ire. Ala. Giù. ed i Sen. fanno un movimento di sorpresa e di orrore.) Ire. Ah madre! ...

Gm, Seti. E' reo?

Ani. # Sincero

Fu il labbro mio. Ala. Crudel !

Bel. Sposa 5 ed attesti?...

Ani. H vero.

Giù. Sen. Reo Belisario!

Tutti tranne Ant. ed Eut.

Oh ciel! Bel. Da chi son io tradito!...

Non reggo a tanto duol ! ... E ancora inorridito

Non si nasconde il sol! Ant. (Benda il mio core ardito

Tutto il materno duol,.. L'iniquo sia punito,

E poi m' ingliiotta il suol.) Ire. (Non regge il cor ferito,

Non regge a tanto duol! Ab ! fugga inorridito , A noi si asconda il sol. ) Ala. (Eccesso empio, inaudito!

Ira m'ingombra, e duol... Non fugge inorridito... Non si nasconde il sol!) Eut. (Benda quel core ardilo

Tutto il materno duol.) Gì». Sen. (Tramonterà vestito

Per noi di lutto il sol !)

i6

Bel. (Prendendo la figlia per mano, e conducen- dola innanzi ad Ant.)

Madre tu fosti, e moglie:

L'infame accusa or toglie

La vita a me , l! onore,

Ad essa il genitore!

Se tacque nel tuo petto

Il maritale affetto,

Dovrà nell'alma impura

Tacerti ancor natura? Ant» Natura invoca , e scempio

Egli ne fea... quest'empio...

( Volgendosi al Senato* ) Bel Che?...

Ant. Proclo..

Bel. Ebben ?

Ant, Merendo

Svelò l'arcano orrendo. BeL Dio!...

( Retrocede vacillando , e coprendosi il volto con estremo terrore.) Ire. Ala. Freme! ...

Giù. Sen. Asconde il ciglio!... .

Ant. Quel mostro uccise il figlio !

Ire. Ala. Ahi! ... Giù. Ant. Parricida ancor l

Ire. Ala. Giù. Seti.

O giorno di terrori

(Giù. ed i Sen. si alzano e circondano Bel. rabbrividiti. )

Bel. (E' convulso a segno di non poter parlare: egli accenna all' Imperatore , ed al senato di frenare il raccapriccio , ed ascoltarlo; e dopo si volge ad essi con voce interrotta.)

Sognai... fra genti... barbare... Terribile un guerriero...

'7

Che minacciava... i cardini Crollar... del greco impero. Chiesi di lui... ripetere Del figlio intesi il nome... Nel sen mi corse un brivido! Mi si drizzar le chiome! Interpretò lo spirito

Del sogno un uorn di Dio, E all'oriente infausto Predisse il sangue mio. Fremetti... della patria Crudo mi il periglio... Mandò natura un gemito... E cadde estinto il figlio. Ire. Ala. Misero Ani. Eut. Barbato 6en,t0r- Giù. Sen. Oh giorno di terrori Ant. Pera Tempio che offese natura...

Cielo e terra colpevole il grida... Non lo sposo, il crudel parricida Spento plachi il mio giusto furor. Ah! dovunque mi volgo, m'aggiro L'ombra inulta del figlio rimilo!... La sua voce , il suo gemito estremo Mi ricerca le fibre del cor. Bel. Per me suona già l'ora funesta...

Empia sposa la scure mi appresta! Ah ! tu almen sulla tomba paterna Spargi , o figlia, una lagrima, un Hior. Se mi danna l'offesa natura, (al Stilato) Se di morte colpevol mi grida 5 Grecia taccia... mi parricida Della patria il santissimo amor. Ire. Ala, (Le sue leggi sconvolse natura!

Reo di morte una sposa lo appella \\t.

Ahi! del *a j tramonta la stella! prode

Tutta è duolo, spavento, ed orjwfj

a*

i8

Etti. {Il rigor dell'estrema sciagura

Su quei capo abborrito già piomba: La sua colpa gli aperse la tomba, Ve Io spinge vendetta ed amor.)

Giù. Sen. (Freme il turbine, il cielo si oscura

Mugghia il tuono, ed in tanta procella. D' oriente sparisce la stella ! ... Tutto è duolo, spavento, ed orror. )

( Bel. è condotto altrove dalle guardie. Ire. ed Ala. lo seguono desolati Ant. ed Eni. si allontanano per lato opposto. Giù. e i Sen. rimangono at- teggiati di grave dolore. )

FISE DELLA PRIMA PARTE,

*9

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PARTE SECONDA

L' ESILIO

SCENA L

Parte remota sotto le mura di Bisanzio. Da un lato evvi la torre nella quale Belisario fu imprigionato.

Molti Veterani , sparsi per la scena in diversi gruppi*

Tutù \Jn Duce!...

Veterani Oli eccesso orribile!.*.

Una parte Oh per «te funesto!

Tutti Questo di tue vittorie, Il frutto è questo!

SCENA H.

Alammo e detti.

Ala. Voi piangete, amici?

Di Belisario voi piangete? Ah! dunque Fama bugiarda a me suonò, cbe avea Cesare in bando la mortai sentenza Di Belisario commutata? » Iniqua m Sentenza, cbe livor dettò per certo , » E non giustizia al rio Senato !

20

11 vero

Udisti, sì; ma d'un misfatto estremo Non giunse il grido a te 3 lo accolta.

Ala.

Coro

lo tremo!

Comando fu di Cesare, Che il volto suo giammai Veder più non dovessero Di Belisaiio i lai: Eutropio scellerato Da un demone inspirato, Con sanguinosa froda 11 cenno perverti. Ah. Che osò quel vii? [palpitante)

Coro Del prode

Agli occhi est in se il dì. ( Ala. mette un grido , ed inorridito si copre il \iso

con ambe le mani. Lungo srtenzio.) Ala. A tremendo annunzio

Gelar m'intesi il core!... Entro le vene un fremito Correr mi l'orrore, E le cadenti lagrime! Sul ciglio m'impietrò! Del la luce infausta

Per sempre a me s'asconda.., Copra me pur la squallida Notte che lui circonda... Alraen l'orrendo strazio Del glande io non vediò. V;en la figlia /

Coro Ala.

Ala,

Io quale stato !

SCENA ir. Ibese , Donzelle j e detti.

Il tuo duolo, il tuo spavento Bea m'attesta, che svelato T'era già l'atroce evento.

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Ire. Ah/ pur troppo/

Ala. Chi fia guida

Neil* esigilo a quel tradito? Ire. Io. Ala. Sta bene: a me s'affida

Altro incarco; e fia compito.,. (Non a caso questo brando

Belisario a me donò/ L'empia trama... il crudo bando

Vendicar ben io saprò.) Misera figlia... Irene... addio Di me favella col genitor. (11 suo tormento accresce il mio/...

Quel pianto amaro mi scende al cor/ Trema Bisanzio/ sterminatrice Su te la guerra discenderà; Ed ogni lagrima dell' infelice Un rio di sangue ti costerà/) Ire. Abi / la tua vista paure infelice

11 cor nel petto mi squarcerà/ Coro Chi non compiange qoest* infelice

Ha cor di tigre... o cor non ha/ [Ala. parte) Ire. Amici è forza separarci... A voi Raccomando la madre...

Deh/ non piangete, or di costanza ho d'uopo... Quando lungi saio, de' casi miei Parlando nel pensier, spargete allora Del sovvenir la lagrima pietosa. (Li abbraccia) Non più... Vi arrida il ciel. (A tutti che si allontanano piangendo. Ella rimane un momento in tetro silenzio , quindi è scossa dallo stridore della ferrea porta delle prigioni, che si dischiude )

S' apre la trista Soglia crudel/... Chi n'esce?...} Oh fera vista/...

(Retrocedendo inorridita.)

SCENA IV,

Belisario., Eusebio, Guardie, e detta.

Bel. Aura più lieve qui respiro/ Ab/ dunque

(Ha una benda oscura sugli occhi) Fui dal mio career tratto/ Ire. (Ahi/ non oso mirarlo,) Eus. » E' qui dappresso

j9 Stuolo guerrier cjie deve 55 Al borea! confine w Tradurti. » (Ire. gli porge un papiro, ed egli lo legge con sorpresa )

Belisario , un regal cenno Chi ti conduca nell' eéilio invi*. Ho di pietà compresa, Di duol, di maraviglia

L'anima tutta/ Ob sovrumana figlia/ (Parte.) Bel. O tu, che della eterna, orribit notte Che ricopre il mio ciglio Esser devi la stella, a me t'appressa. Ire. (Ciel/...)

Bel. Dove sei? (ire. gli porge la destra) Tu dunque Neil' aspro esiglio vuoi seguirmi ? Ab / certo Infelice esser dèi, che pietà senti D' un infelice / Ire. (Il mal... frenato pianto...

Niega al labbro gli accenti/...) Bel. Ai lari miei

Vanne... vola... ritorna... io qui t'aspetto... Vo' per T ultima volta

Veder mia figlia... Ob Dio / vederla./ - Il labbro. Fino il mio labbro istesso > Prestar fede non puote all'empio eccesso/ Se vederla a me non lice,

Bramo udirla... udirla almeno/ Qui T adduci... ab/ fa ebe al seno La mia figlia io stringa ancor.

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Benedir quell'infelice Non si vieti al genitor. Ire, Chi mi regge... chi ni' aita

(interpolatamente ai versi che precedono ) In barbaro momento? L'alma, oli Dio/ mancar mi sento/... Sento, oh Dio/ spezzarsi il cor. Ah / per me, per me la vita Sarà tutta di dolor / Va, la guida a queste braccia. gli bacìa la mano bagnandola di lagrime) Che ? tu piangi /

Padre... (Cadendo alle sue ginocchia) Oh Dio/... La sua voce ! ...

Ah padre mio... Sei tu figlia ? ...

Ed al tuo pie. Sorgi Irene... il padre abbraccia... E fia ver...

Son io /

Con me/... Ah se potessi piangere, Di duol non piangerei..* Di tenerezza lagrime, Di gioja io spargerei .. Non son y non son più misero Figlia vicino a te/ Seguirti io vo', dividere Il tuo crudel destino, Le pene dell' esilio, Gli stenti del cammino..* E nella tomba scendere, O padre mio, con te. Ma tu, seguendo un povero, Di cibo, e di ricetto Sovente avrai penuria.

*4

Ire. Cd antro a me fia t^tto .

E fiutti avrò dagli alberi. Umor dal fonte aviò. Bel. Ma sola per gl? ioospiti

Deserta .' ... -

Ire. E non fon teco ?

E se d'affanni carico,

P.ù ebe d'etade, il cieco

Su ccuir.be ?

Ire. Allor degli orfani

Il Padre invocherò. Bel. Dunque andjam : de5 giorni miei

(vivamente commosto) Tu sei T angelo, tu il duce. Tu fra l'ombre sei la luce Del tradito genitor... E degli occhi che perdei Tu mi sei più cara ancor/ Ire. O signor, tu mj : «toro

(volgendo gli occhi al cielo) Di cLi soffre ingiusto oltraggio. Deh I su noi tu spandi un rag. ; Del celere tuo favor. Per mio padre io sol t' imploro Dio di grazie, Dio d'amor.

( Partono circondati dalle guardie. )

FI5E DILLA SECONDA PAETE.

25

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PARTE TERZA

LA MORTE

SCENA I.

Fondo sassoso di oscura valle ingombro d' alberi annosi. Vi sono parreccbie muscose colline, da una delle quali scende un torrente. Su questo un ponte che serve di passaggio ad un altro colle. In fondo i gioghi altissimi dell' Emo. Il tutto della Scena presenta un luogo orrido e cupo.

Belisario senza benda, ed Irene entrambi avan- zandosi a stento, come persone travagliate da lungo viaggio.

Ire.] x>ur siedi, o padre, e le tue stanche membra Abbian dopo il penoso Lunghissimo cammin breve riposo.

( Facendolo sedere sopra di un sasso : ella si adagia a' suoi piedi , appoggiando il capo alle ginocchia di lui. ) Beh (In tuono querulo , ed accarezzandole il capo) Di te m' ina esce.., Ah / l' astro

a6

Che si fulgente al nascer tuo sptendea Con gli occhi miei si estinse/...

(Si ode un lontano squillar di trombe, che vien ripetuto da tutti gli echi delle balze circostanti) Al clangor di barbarici metalli Qdo i monti muggir, muggir le valli.

( Ire. ascende una rocca per osservare da lontano ) y> E* dunque ver quanto narrare udimmo, » Che un torrente di Barbari dall' Emo v Precipita, ed il corso ad arrestarne w Muovon Tarmi d'Augusto? 5* Ire. Oh ciel /

Bel. Che vedi?

Ire. Lunga tratta d' armati a questa volta

Rapida move... Ah/ Padre (tornando a Bel.) Foggiani... Bel. Non fugge Belisario.

Ire. Almeno

Meco ritratti di quest'antro in seno.

( Conducendolo entro uno speco incavato a pie d* una rupe. )

SCENA IL

Dalle sommità dell' E/no discende un'orda di Alani. Alavi eo ed Ottario sono fra i Duci. Si dice il seguente Coro ripetuto sempre dall' eco.

Diffondasi terribile Grido di guerra: Tremi la terra, Rimbonbi il ciel. £ all' urto irresistibile Di nostra possa Scorra per 1' ossa De' greci un gel.

*7

SCENA IIL

Belisario ed Irene compariscono sul limitare dell9 antro , e detti.

Ala. Impavidi guerrieri,

Quel che vedemmo veleggiar da lungi Rembo di polve, le coorti asconde Del greco impera dot: Torà s'appressa Delle pugne.

Bel. Qual voce !

Ire. E' Alamiro. {Sommessamente fra loro.)

Ott. E tu credi

Che «U'opra ne fian ligi?...

Ala* , risuonar di Belisario il nome Udrassi appena, e i prodi, Che sotto 1' elmo incanutir seguendo L'invitto duce, a vendicarne i torti Pugnando avrem consorti.

Ott. Dunque s'incontri l'inimico.

Ala. AH' aure

Delle battaglie alzate La voce.

Ott. All'armi.

Coro All'armi. (Avviandosi.)

Bel. Olà fermate.

(Si manifesta gettando il bastone ed atteg- giandosi a maestoso contegno*)

Ala. Belisario/

Qtt. Coro Egli!... (Lo circondano compresi di

maraviglia.)

Ala. Ah! stringo

Le tue ginocchia!...

Bel. Scostati...

Degno non sei tu di baciar la polve Che -calpesta il mio pie. D'ingiusta guerra Far strumento il mio nome/ E me chiamasti Padrei E greco sei tu? Vii menzognero!

a8

Ala. Quel detto al cor m' è fero

* Più di mortai saetta! •«

Non son uso a mentir... Su greco lido,

Da vandalo nocchier lattante ancora

Fui raccolto. Ire. Ah ! cbe dici? ...

Bel. Qual grido/... E perchè tremi?

(E' sempre appoggiato all'omero d' Irene.) Ire. O padre, il giorn

Che dal fatai consesso uscìa la madre ,

A me svelò, che il servo tuo non spense

li pargoletto Alessi, * ma sul margo

99 Lo abbandonò del mar. m Bel. Che ascolto/

Ala. Ah! forse!...

Bel. Tu dunque?... Ala. Il vero io dissi.

[si trae dal seno una croce, annodata ad una catena)

Su questo della simbolo augusto,

Che sino dalle fasce

Ài collo mi pendea , lo giuro / Bei w O figlia

Deh tu rimira. Ire. Avvi sull'orlo il motto:

In questo segno vincerai. w Bel. La madre

D* Alessi al collo il divin segno appese

Nel che a lui die vita,

Ed egualmente... il pio...

Motto sculto vi... stava... Ire. Ala. Eterno Iddio /

Bel. Ire. Ala.

Ch* jQfoss. '... Oh quai momenti / Parla... prosegui ancor...

z9

(Ire. e Bel. ad Ala. Ala. a Bel.) Mi mancano gli accenti...

La gioja opprime il cor / Ire. Di'... su qua! riva il Lai-baro

T' invenne ? Ala. Ove con 1' onde

Del maestoso... Bosforo

Il Ponto... ti confonde. Ire. Fu quivi! ... Bel. 4sh / frena i palpiti

Cuor mio... Ire. Ne dell'evento

Un pegno... un qualche indizio...

Avesti ? Ahi. Or mi rammento!...

Questo pugnale il vandalo

Raccolse a me dappresso. Bel. Oh s'io vedessi/... Ire* Ah / porgilo...

E' qui sull'elsa espresso... Bel. Forse un romano?... Ala. E' Giunio

Che immola i figli... Bel. É* il mio

E*~. il mio pugnai/... Ire. Più dubbio

Non. . resta ornai... Ala. Son io!

Figlio di Belisario / Oli. Coro Suo figlio!

lei. Messi... qui...

[stendendogli le braccia.) Ala. Padre /.,. he. Fratello !

Bel. Abbracciami /...

Tutti Oh avventurato dì!

* ( Ala. ora Alessi si è precipitato fra le brac-

cia del padre , che gli tiene la destra sul,

3o

capo: Ire. stringe teneramente il fratello al seno, analogo movimento dei Barbari.)

Bel. Ire. Ale.

figlio }

fratel / stringere padre j dato al seno, Più non desidero

c o

oon pag appieno...

Sfido i tuoi fulmini Sorte crudel. A questo tenero Soave amplesso Tanto del giubbilo £' in me T eccesso, Che parali d' essere

Rapit in ciel /

Bel. Pigli , partiam : qui l'aura

E* d'atre nebbie infesta,

Ma non fia tardo a sperderle

Il vento* OH. Olà , t' arresta.

Bendine il Duce, mutuo

INe stringe un giuramento

Fin die non sia Bisanzio

Spianata al suol. Bel. Che sento/

OU. E il patto inviolabile ^

Io non sciorrò giammai: Bel. Giurasti? (ad Ale. che gli sta d' accanto.)

Ale. Allor... ( interdetto. )

Bel. Rispondimi: {con più forza)

Giarasti? Ale. E' ver giurai.

Sol morte il voto infrangere

3i

Può che mi stringe seco... Dunque si rnuoja...

(impugnando lo siile per trafiggersi) Ire. Ott. Arrestati...

(trattenendogli il braccio ) Ott. Noi fermi tu? (scuotendo Bel. ch'era

rimasto immobile.) Btl. Son cieco.

(con sublime intrepidezza.) Ott. ( Tocco da tanto eroismo disarma Ale. e lo

spinge verso Bei) Vivi: io sciolgo la sacra alleanza. Noi rechiamo a' nemici la morte. Ott. Coro E' segnata de' greci la sorte..* Belisario ira lor non sarai

Bel. Ale. Ire*

Fia del usa l'ardita speranza:

Regge un nume de' Greci la sorte. Per la patria pugnando da forte, Belisario ogni greco sarà.

( Squillano le trombe dei Barbari , ed essi partono guidati da Ott. Bel coi figl entra dal lato medesimo^ ma per altra via,

SCENA IV.

Padiglione di Giustiniano, il quale s'apre all'ar- rivo di Belisario, e lascia scorgere iu distanza tutta la scena prima dell'atto stesso*

Giustiniano , e Guardie.

Giù. (ad alcune guardie che ricevuto l'ordine partono) Itene al campo, e sia palese al Duce Ch'io giunsi, e che prefìggo Alla battaglia il nuovo dì.

3a

SCENA V. Antonina, e detto. ( Ella è cinta di gramaglie , il suo volto è pallido e consunto, la sua chioma scarmigliata: giunta appena si arresta ansante sul limitare.

Giù. Chi veggio /

Ant. Un* empia.

Giù. A che venisti?

Ant. A far palese

Delitto orrendo. Giù. E scioglierai tu sempre

Ad accusar le labbra? Ant. Oh / chiuse allora

Morte le avesse , che menzogna infame

Ad attestar si aprirò !

Inorridisci o Cesare; quel grande,

Che mio consorte più nomar non oso,

E' innocente. ( In tuono solenne. )

Giù. Che dici/ (vivamente colpito.)

Ant. Le cifre accusatrict

Man compra simulò : del tradimento

Eutropio ebbi ministro. Giù. Ah! scellerati!...

Morte ad entrambi... Ant. Morte?...

E' giusta... la desio... Per queste balze

Corro in traccia di lui... Morire io voglio

Ma pentita al suo pie... ma ch'io distolga

Dal nefando mio capo

L' alta minaccia del flagello eterno ,

S' apra per me la tomba , e non V averno. Da quel dì, che l'innocente Spinsi in preda a tanti affanni, Da quel che il ciel clemente Cancellar dovea dagli anni, De' viventi IJ odio io sono... Di me stessa io son l'orror...

53

La speranza del perdono Sol mi regge in vita ancor. ( Odesi fuor della tenda un rumore che si avvicina,

e voci che gridano.) Vittoria ! Giù* Intorno echeggia

Di liete grida il ciel/... Che fia! ... Si veggia...

SCENA VI.

Irene, Guardie imperiali , e detti.

Giù. Irene!...

Ant. Figlia!

ire, 4 Oh ! madre!...

Fauste nuove ad entrambi... li figliuol tuo - Spento non è. Ant. Che parli!...

Ire. In Alamiro

Abbracciarlo potrai. Ant. Ciel/... Non deliro?...

Tu non m'inganni?... Ire. Fugge!' {a Giù.)

L'oste nemica. Giù. Fugge?

Ire. Inarcherai

Per la sorpresa il ciglio , allor che noto

Il vincitor de* barbari ti fia. Giù. Chi?... Parla. Ire. Belisario.

Ant. 99 Ei ! ...

Giù. 99 Come, narra,

59 Come potea?... Ire. 99 La china

99 D' un erto colle che sovrasta al campo

99 De' greci scendevano, quando le trombe

99 Squillare udimmo... Impetuoso turbine

99 Su tuoi piombò l'Alano, e i tuoi fuggirò.

99 Ciò dissi al padre , che avvampò di sdegno

34

» E dal figliuol scortato

Discese al piati ri Fermatevi <c sclamando:

m Belisario è con voi w La nota voce

» I fuggitivi arresta ;

Torna la speme in ogni cor... Sul carro

** Del sommo Duce alzan l'eroe repente;

m E quei Tocchio è ilei campo; egli la mente.

m Tutto cangiasi allor... quanto l'aspetto

» Di Belisario ardir ne' Greci infonde,

w Tanto ne scema ai Barbari ! Tremenda

» Arde, ma breve la tenzon... scomposte

59 Soiì già le file del nemico, infrante

59 Già le temute insegne

Chi pria fugava or fugge, o cade estinto, » Trionfa il Greco, il vincitore è vinto, n Giù. Oh giorno/.. Oh Belisario! AnL Ah / pria eh' io muoja

una lagrima ancor spargo di gioja / ... ( Si sente da lontano un Junebre suòno di trombe misto di grida dolorose. Tutti sono colpiti dal presentimento di somma sciagura. Tutù Di pianto, di gemiti.

11 cielo rimbomba

In suono funereo

Eccheggia la tromba/.,.

Ignoto terror

Mi scende sul cor!

SCENA Vii

Alessi , e detti.

Ale. Piangete: son nunzio

Di nuova dolente. Ire. Il padre?...

AnU Quai palpiti/...

Ale. Dall' orda fuggente

Un dardo partì,

E a morte il ferì.

35

Ire. Ahi / Padre !

Ani. Giù. Qual fulmine/

Ale. Ei tratto qui viene,..

SCENA ULTIMA

Accompagnalo da lugubre musica vien condono Bz- iis+niQ sugli scudi dei Velerani guerrieri 3 e detti.

Tulli iranne Bel. Funesto spettacolo/ Ire* Me misera!... (correndo al padre.)

Bel. Irene /

Tulli iranne Bel. Ricopriti o ciel D'un lugubre vel. Giù. Amico...

(con voce soffocata dal pianto e stringendo la Bel. A te, Cesare, destra di Bel.)

De' tìgli... la sorte Affido... rammentalo... WelT ora... di... morte... Giù. Lor padre sarò. Ani. (cadendo a pie di Bel. nelV estrema desolazione)

Perdono... (Bel. tocco dalla di lei voce , schiude la bocca, e fa un movimento come per alzarsi , ma la parola vien meno sulle convulse labbra , un tremore lo investe in tutta la persona, e ricade estinto.)

Tulli Spirò ! ( Lungo ed angoscioso silenzio. Ant. resta immobile nel suo lerrore , con gli occhi spaventevolmente fitli sul corpo di Bel. Ant. ( Prorompendo in tutto V impeto della di'

sperazione) Egli è spento, e del perdono La parola a me non disse... Di mia yoce udendo il suono

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Forse in cor mi maledisse..."

Forse in ciel del fallo mio

Or m' accusa innanzi a Dio...

In eterno è a me rapita

Ogni speme di mercè / Giù. Coro Abbonita dai mortali,

Condannata dall' eterno

Vivi iniqua, e tutti i mali

Prova in terra dell' averno...

Frema il cielo a te d' intorno...

Niegbi a te la luce il giorno ,

Ogni istante di tua vita

Cruda morte sia per te. Ant. Cielo irato, bai sciolto il corso

Al tremendo tuo furore/

Non ba speme il mio rimorso...

Non ba pianto il mio dolore...

Calpestata , oppressa , abbietta ,

Sin da figli maledetta,

Ogni istante di mia vita

Un supplizio fìa per me. {Fugge dissennata, ma giunta innanzi al ca- davere di Bel. si arresta ad un tratto, ed

alzando uno strido $ precipita al suolo.) Me. Ire. La sciagura è ornai compita!

Tutto il Ciel rapisce a me!

(Movimento universale di orrore.)

Fine,

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